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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca Tronchetto

Avm al lavoro per garantire i servizi igienici. La diffida dei sindacati

Cinque sigle sindacali (Filt Cgil, Uiltrasporti, Faisa Cisal, Usb, Ugl Aft) hanno inviato una lettera al direttore del Gruppo Giovanni Seno, al direttore Actv Gianluca Cuzzolin, alla prefettura e alla capitaneria di porto contro la chiusura dei bagni sui mezzi

C'è stata la diffida della capitaneria di porto a fine marzo. Già da stamattina, lunedì 12 aprile, sui mezzi della navigazione a lunga percorrenza l'azienda Actv non ha potuto mettere a disposizione i servizi igienici. Non c'è stato l'adeguamento dei natanti per poter scaricare i reflui in laguna e così sono stati tenuti chiusi. Avm sta provvedendo a fare convenzioni per garantirsi a terra la disponibilità di servizi e metterli a disposizione di clienti e personale. Inoltre si stanno installando bagni chimici a bordo, Avm si sta muovendo già in questi giorni. Ad esempio per la linea San Zaccaria-Chioggia, che passa per il Lido e Pellestrina, si prendono accordi per avere wc a terra, sulle isole. Oppure, per il ferry, ci sono bagni a terra sia a Lido San Nicolò, che al Tronchetto. 

Sempre in giornata, c'è stato il presidio di alcuni lavoratori sotto la sede Avm al Tronchetto. Le bandiere erano quelle delle sigle Filt Cgil, Uiltrasporti, Faisa Cisal, Usb, Ugl ed Sgb. Contemporaneamente si sono tenuti i tavoli aziendali di Avm, Vela e Actv, cui dovrebbe aver preso parte solo la sigla Fit Cisl, restando dell'idea di ascoltare ciò che ha da dire l'azienda ma mantenendo ferma, insieme alle altre organizzazioni sindacali, la richiesta che Avm ritiri le disposizioni unilaterali di servizio che sono entrate in vigore il 7 aprile scorso. Numerose, specie sui social, le critiche contro i ritardi e i disservizi che si stanno verificando in questi giorni sui mezzi del trasporto pubblico locale, sia d'acqua che automobilistici. Non sono mancate lettere di protesta ai giornali contro chi intraprende forme di protesta che generano disagi ai viaggiatori. «Dicono che siamo noi a causare ritardi, ma questo non corrisponde al vero - hanno commentato alcuni lavoratori oggi in presidio - Facciamo di tutto per rispettare norme di sicurezza e regolamenti, ma la nuova organizzazione dei turni è irrealizzabile ed è causa di ritardi che si accumulano. Se ora in semi-lockdown siamo in queste condizioni, figuariamoci quando torneremo alla normalità».

Cinque delle sei sigle sindacali (Filt Cgil, Uiltrasporti, Faisa Cisal, Usb, Ugl Aft) hanno inviato una lettera al direttore del Gruppo Avm Giovanni Seno, al direttore Actv Gianluca Cuzzolin e per conoscenza alla prefettura e alla capitaneria di porto, con diffida alla chiusura dei servizi igienici. «Si segnala - hanno proseguito - che i turni in vigore dal 12 aprile 2021 presentano diciture non conformi al Ccnl né agli accordi. Capiamo l’urgenza, meno le motivazioni, che hanno portato alla chiusura dei bagni in così breve tempo: la problematica ci risulta fosse aperta da tempo e forse soluzioni condivise si potevano trovare. Soluzioni provvisorie possono essere usate per un brevissimo periodo (nell’emergenza) non certo per settimane, considerato poi che le previsioni di adeguamento di tutte le unità alle norme non saranno di certo brevi. Infine, per la linea 11, assodato che se un membro dell’equipaggio necessita dei servizi igienici e ha 5 minuti di sosta, il ferry partirà sicuramente in ritardo e di conseguenza andrà in ritardo tutta la linea 11 (bus). Chiediamo immediato accertamento delle responsabilità». 

«Da un paio di anni si era a conoscenza di questa problematica - ha commentato Valter Novembrini segretario Filt Cgil venezia - Adesso servono delle soluzioni di sicurezza con delle soste, anche per l'utenza sulle tratte lunghe. Aver sottovalutato il problema costringe ad affrontarlo, ma con tempi lunghi, e ricadute evidenti, come l'inefficienza e l'inefficacia». Per quanto riguarda la sospensione della vertenza sull'integrativo, dice il segretario Uiltrasporti Francesco Sambo: «Non ci sono le condizioni per sedersi al tavolo, abbiamo proposto all'azienda anche il ritiro temporaneo della disdetta, ma non è stato accettato neanche quello».

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