Un parcheggio ai Pili e da lì navetta per Venezia. Si scalda il dibattito fra Actv e Rsu

Rappresentanze aziendali critiche sulla realizzazione di un park nel terreno del sindaco: «Si è parlato di aggiunte nelle ore più critiche: linea 3, linee 2 e 6 (ogni 20 minuti), 4.1 e 4.2. Ma non basta»

Actv, mezzo con operatore con mascherina. Archivio

Il coordinamento Rsu (rappresentanze sindacali) del comparto navigazione dei trasporti locali veneziani, lo definisce «incontro» il dialogo avvenuto oggi, lunedì 27 aprile, con l'azienda Actv. Il direttore della società, Giovanni Seno, poco dopo in una nota «smentisce totalmente un tavolo interlocutorio tra azienda e rappresentanti sindacali». Per capire come sono andate queste prime prove di dialogo fra le parti, sulla fase 2 dell'emergenza coronavirus e l'organizzazione della mobilità, basta constatare che non c'è accordo neanche sul modo di definire questo contatto. «Le ipotesi di corse aggiunte e prospettate non trovano ancora alcun riscontro in formali approvazioni né da parte dell'azienda, né da parte del Comune», dice Seno.

Park ai Pili

Sullo sfondo la costruzione di un parcheggio ai Pili, nel terreno di proprietà del sindaco Luigi Brugnaro, che servirebbe a fare, da lì, navetta con i bus fino a Venezia. Un'ipotesi fra le tante, spiega Actv, che permetterebbe di avere una soluzione in tempi rapidi, molto più comoda e senza costi. Ipotesi che invece, per la Filt Cgil non risolve minimamente il problema trasportistico. «Azienda e amministrazione sono impegnate a preparare la campagna elettorale del primo cittadino - afferma il segretario Filt Trasporti Valter Novembrini - Si può benissimo utilizzare il park nell'area Expo, già pronto con 2500 posti, senza impegnare risorse. Peggio è che non si pensa a un interscambio treno-bus, anziché auto-bus. Questa emergenza non è stata neanche l'occasione di avviare una trasformazione dell'uso dei vaporetti, impiegando i più grandi per le linee maggiori e quelli più piccoli per le minori. Si pensa solo all'economia dell'azienda. Non si fanno scelte per i cittadini».

Il volantino

Dice il direttore Avm Actv, Seno: «Non comprendo il motivo che ha portato le Rsu a redigere in tutta fretta una “informativa ai lavoratori” inoltrata anche agli organi di informazione, mentre ancora sono in corso incontri e nessuna decisione è stata presa. Con grande senso di responsabilità la direzione aziendale sta concertando assieme al Comune quali possono essere i migliori livelli di servizio compatibili con le esigenze di mobilità, le progressive riaperture prospettate nell’ultimo dpcm, la tutela della salute dei viaggiatori e dei dipendenti, e la sostenibilità economica del tutto».

Le corse prospettate

Si legge nel volantino Rsu: «L'idea della navigazione per l'azienda è quella di aggiungere negli orari più critici (mattina 6.30-9.30, pomeriggio 12.30-14.30, sera 16.30-19.30), corse di linea 3 per Murano, alcune linee 2, corse di linea 6 (ogni 20 minuti) e di linea 4.1 e 4.2 ogni mezz'ora. Inoltre dovrebbero essere introdotti due turni di linea 14 (Punta Sabbioni San Zaccaria). In tutto 42 presenze giornaliere. Si è parlato della prenotazione dei mezzi che è di difficile organizzazione. Le Rsu hanno fatto presente che alle risorse economiche messe in campo dal governo, l'azienda dovrebbe recuperare ricavi dai passeggeri, rafforzando i controlli preventivi a terra e riaprendo i punti vendita».

«Per quanto mi riguarda, assieme ai dirigenti, ai quadri e ai lavoratori che in queste settimane stanno operando in condizioni straordinarie - conclude Seno - farò di tutto per limitare i disagi agli utenti e ai dipendenti. Spero che questo sforzo possa tornare al centro degli interessi delle Rsu, al di là di ogni vuoto protagonismo».

Lavoratori della sanità

Segnalazioni di disagio nei trasporti arrivano anche da Fp Cgil che rappresenta i lavoratori dell'Ulss3: «gomma, treno, acquei e anche nei parcheggi, ultimamente esauriti in Marittima per i turni del pomeriggio. Le aperture delle attività produttive fanno emergere difficoltà. Abbiamo inviato una lettera al direttore perché si faccia carico di questi problemi e siamo disponibili a un tavolo di confronto (con Comune, Ulss, trasporto pubblico, Trenitalia) per arrivare a un protocollo per la sicurezza che consenta ai lavoratori dell’Ulss 3 di avere i mezzi, oltre ai parcheggi».

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