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Caro scuola, analisi sugli istituti mestrini: 480 euro la spesa media per studente

Sono iniziate le compere di libri e accessori in vista dell'anno scolastico, commenta il Presidente di Adico: "il risparmio può derivare solo dallo scambio di libri usati"

A pochi giorni dal suono della campanella, molte famiglie mestrine hanno già messo mano al portafoglio per affrontare quello che, in un suo comunicato stampa, Adico definisce "il classico salasso di settembre". Anche quest’anno - fra libri e accessori vari (zaini, diari, quaderni, astucci e quant’altro) – per un figlio iscritto alle scuole superiori il sacrificio economico è notevole e sfiora i 500 euro a studente.

Adico, in collaborazione con la libreria Pacinotti di Mestre,  ha studiato i costi del “sapere” monitorando come sempre i prezzi per i testi di alcune scuole della terraferma (liceo classico Franchetti, scientifico Bruno, tecnico Zuccante e professionale Gramsci) e degli accessori vari per definire un quadro reale della situazione.

Questi i risultati.

In linea di massima per i libri le famiglie mestrine spenderanno in media 350 euro, senza considerare però i vocabolari (quelli di greco e latino vengono per esempio fra gli 80 e i 100 euro) e i manuali richiesti in alcuni istituti soprattutto professionali (con prezzi che oscillano fra i 70 e gli 80 euro). Dalle classi seconde in poi molti libri sono già in dotazione dagli anni precedenti. Ovviamente per chi invece deve acquistarli tutti, magari perché arriva da un’altra scuola, la spesa lievita. Fra gli istituti monitorati la spesa più impegnativa spetta agli studenti che si iscrivono al terzo anno (prima liceo) del Franchetti: 462,75 euro di libri. Al quinto anno dello Zuccante, invece, con 92,70 euro la dotazione è completa. Prendendo in esame gli accessori lo zaino può costare fra i 30 e i 50 euro, a seconda della “griffe”, per diari, astucci, quaderni, penne e quant’altro si sborsano fra i 60 e gli 80 euro.

Per quanto riguarda i rincari, i prezzi dei libri restano per lo più invariati con un aumento che si aggira attorno all’1%. I testi costano mediamente fra i 20 e i 30 euro e di solito la dotazione è composta da circa 15 libri.

Fra le scuole monitorate solo una classe sfora il tetto fissato dal Ministero ed è la prima A del Bruno: spesa per i libri 334 euro, tetto massimo 320. In riferimento alle nuove adozioni, ovvero ai libri che non possono essere comprati usati perché appunto nuovi (anche se molto spesso hanno solo qualche pagina diversa rispetto a quelli adottati negli anni precedenti) la maglia nera spetta alla quarta ginnasio del Franchetti: 7 testi nuovi su 12 libri da acquistare. Questo naturalmente riduce la possibilità di scambiare libri usati, consuetudine che permette un risparmio anche del 50%.

“La scuola continua a rappresentare una spesa eccessiva per le famiglie",commenta Carlo Garofolini, presidente dell’Adico.

"Bisognerebbe seguire l’esempio di quei rari istituti che digitalizzano tutto e affidano agli studenti un tablet in comodato d’uso. C’è poi da dire che molte scuole aggirano il tetto di spesa massimo fissato dal Ministero inserendo nelle liste gli e-book, che costano meno del cartaceo ma che, in realtà, i professori non vogliono. Lo studente quindi acquisterà alla fine il libro di carta che viene anche cinque, sei euro in più, ma nella lista della scuola il tetto risulterà rispettato. Per chi ha due o più figli in età da scuola superiore la spesa diventa praticamente insostenibile. Ricordiamo che molte famiglie devono anche fare l’abbonamento dell’autobus che arriva a costare più di 300 euro. Come sempre il risparmio può derivare solo dallo scambio di libri usati, che però molti istituti limitano con le nuove adozioni. Si può anche risparmiare sugli accessori, evitando acquisti griffati. Senza però scordare che per esempio uno zaino di bassa qualità può usurarsi molto prima di uno più costoso. Insomma, consigliamo alle famiglie di fare attenzione perché con un po’ di oculatezza si possono risparmiare decine di euro”.

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