Ulss 3: la sfida vinta delle terapie intensive e il lavoro nelle case di riposo

Il riepilogo del dg Dal Ben: nella maggior parte delle strutture per anziani il numero di Covid-positivi è ridotto, resta preoccupante la situazione di Marghera. Complessivamente, i dati sul contagio sono confortanti

Sono passati sessanta giorni dal primo ricovero per coronavirus, una ventina dal picco di ricoveri avvenuto a fine marzo. Oggi, 22 aprile, i pazienti in terapia intensiva nella provincia di Venezia sono meno di 20, dei quali 14 negli ospedali dell'Ulss 3 che ha a disposizione 101 posti letto per questo tipo di cura.

I posti letto

Prima dell'epidemia i posti letto per la terapia intensiva erano 54. L'allestimento di nuove postazioni, il lockdown, gli isolamenti e gli appelli sono serviti a questo, a evitare il rischio di perdere il controllo dell'aumento dei malati gravi e la conseguente impossibilità di curarli. «Siamo riusciti a vincere questa sfida - ha detto oggi il direttore dell'Ulss 3, Giuseppe Dal Ben -. Era l'obiettivo che avevamo in mente quando, settimane fa, abbiamo guardato alla situazione della Cina, o della Lombardia, dove i problemi nascevano dalla mancanza di letti. A partire dalla fine di marzo i ricoveri sono calati e oggi possiamo dire che l'andamento è buono. I positivi stanno aumentando in modo lieve, la crescita dei negativi è forte. I dati ci fanno pensare che le cose si stanno mettendo come speravamo. Il picco è stato superato, dunque, ma bisogna continuare a stare attenti perché la curva può tornare a salire da un momento all'altro. I periodi di transizione possono essere i più pericolosi».

Curva discendente

A proposito di numeri, ecco quelli relativi all'intera regione Veneto: dal 21 febbraio abbiamo avuto 16.738 casi positivi, molti dei quali hanno superato la fase di contagio: i positivi attuali sono 9.991 (il 60%), mentre 1181 persone sono morte (7%) e 5566 "guarite", o meglio, negativizzate (il 33%). Dei positivi, al momento 1368 (14%) si trovano all'ospedale: di questi, 1205 sono in reparto (88%) e 163 in terapia intensiva (12%). Nella provincia di Venezia, invece, dal 21 febbraio si contano 2279 positivi: 1035 sono attualmente positivi (il 45%), di cui 195 ricoverati (19%). Sono deceduti 175 pazienti, la maggior parte in ospedale.

Case di riposo

Per quanto riguarda l'area di competenza della Ulss 3, nelle 31 case di riposo coinvolte si rilevano al momento 170 positivi su 3479 ospiti (il 4,89%), numero calato decisamente rispetto al 14 aprile quando i positivi erano 315 (9,05% del totale). È calato anche il numero di positivi tra gli operatori che lavorano nelle case di riposo: erano 137 una settimana fa (il 3,85%), ora sono 94 (il 2,64%). Da notare che in 20 strutture (il 65%) il numero attuale di positivi è uguale a zero e che nell'84% delle case di riposo ci sono meno di 6 positivi. Le situazioni più serie restano quelle della Residenza Venezia di Marghera (con oltre 50 ospiti positivi), il centro Nazaret di Mestre, la Adele Zara di Mira e le strutture di Chioggia e Fiesso, con un numero di positivi tra 11 e 50. Nel Veneto orientale, invece, l'unica struttura con sistuazione critica è quella della Residenza Francescon di Portogruaro, con oltre una decina di decessi.

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«Ricordiamo per chiarire meglio la questione - ha detto Dal Ben - che la positività non coincide per forza con la gravità del quadro clinico. La gravità ce la forniscono i sintomi che, più gravi sono, più ci costringono al ricovero ospedaliero. Attualmente, anche se alcune strutture presentano più casi di altre, va detto che tutto sommato la maggior parte non è grave. Gli screening sugli ospiti e sugli operatori non sono cessati e continuano in maniera ciclica: gli operatori della Ulss 3 ne eseguono circa 600 al giorno. L’Ulss, nell’affiancare queste strutture (che, si ricorda, sono residenze indipendenti e autonome dal punto di vista gestionale anche se per lavorare con il SSN hanno un contratto con l’azienda sanitaria), ha aiutato anche a reperire personale: 15 tra infermieri e OSS dipendenti della Ulss 3 e altri 17 operatori di cooperative. L’azienda sanitaria, inoltre, incontra quotidianamente i medici coordinatori di tutte le case di riposo e li supporta. La presenza della Ulss 3 è costante e pesante. A Marghera ci siamo quasi "sostituiti" alla gestione».

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