Assalta l'agente e gli stacca il dito a morsi. "Basta violenza in carcere"

L'episodio mercoledì mattina a Santa Maria Maggiore. Il sindacato Sappe: "Una scena raccapricciante. Oltre 250 poliziotti aggrediti da inizio anno"

Si scaraventa contro il poliziotto e gli stacca il dito con un morso, poi lo sputa per terra. Una scena di violenza inaudita è avvenuta mercoledì mattina nel carcere di Venezia, dove un detenuto italiano ha aggredito un assistente capo di polizia penitenziaria senza lasciargli scampo. Lo rende noto il Sappe, sindacato autonomo polizia penitenziaria. L'uomo è detenuto a Santa Maria Maggiore per vari reati, tra i quali quello di maltrattamenti famiglia: l'aggressione è avvenuta poco prima delle 9, mentre l'agente penitenziario lo stava accompagnando all'ufficio matricola del carcere per alcune formalità, dopo che già il criminale era venuto alle mani con un altro detenuto. Al prigioniero era stato detto di allontanarsi per evitare nuovi contatti con il rivale, quando senza preavviso ha dato in escandescenze.

"A un tratto ho sentito come il dolore di un pungiglione al dito medio della mano sinistra - racconta l'operatore - poi mi sono reso conto di ciò che era successo, ho guardato a terra e ho visto un pezzo della mia falange. A quel punto li ho lasciati là e me ne sono andato immediatamente in infermieria, dopodiché sono stato portato in ospedale". "Una scena semplicemente raccapricciante, con il detenuto che ha poi sputato sul pavimento la falange del dito strappata", racconta Donato Capece, segretario generale del Sappe.

L'assistente capo ferito è stato quindi ricoverato in ospedale, dal quale è uscito intorno alle 16.30 dopo un intervento con il quale il dito gli è stato parzialmente ricostruito, anche se non è stato possibile riattaccare il pezzo perso. La mano con il tempo dovrebbe tornare alla sensibilità originale. "A lui va tutta la nostra solidarietà e vicinanza - afferma Capece - ma questo grave fatto deve fare riflettere, tanto più se si considera che il detenuto non è nuovo a episodi di intolleranza e violenza nei confronti degli agenti di polizia. Non siamo carne da macello, e le istituzioni devono darsi da fare per fare in modo che si fermi la spirale di violenza contro i poliziotti penitenziari: dal 1 gennaio 2015 oltre 250 sono stati aggrediti e feriti nelle carceri del Paese. È inaccettabile".

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Solo il giorno prima un altro episodio di violenza era avvenuto ai danni di un collega, che era stato raggiunto da un cazzotto sferratogli al volto da un altro detenuto. "È sempre peggio, le aggressioni si moltiplicano e noi abbiamo le mani legate - spiega ancora il poliziotto - Qui non si riesce a far rispettare le regole. Lavoriamo sempre sotto pressione, non ne se ne può più". Al 30 giugno, spiega il Sappe, erano detenute a Venezia Santa Maria Maggiore 257 persone rispetto ai 160 posti letto regolamentari (2.288 erano quelle complessivamente presenti nelle carceri del Veneto). Negli ultimi dodici mesi del 2014, nel penitenziario veneziano, si sono contati due tentati suicidi di detenuti, sventati in tempo dai poliziotti, e 19 atti di autolesionismo.

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