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"Parassiti, andate a controllare i venditori di rose". Aggressione agli ispettori del lavoro

Il fatto, raccontato dai sindacati, sarebbe accaduto all'uscita da una pizzeria di Eraclea in cui i funzionari si erano recati per un normale controllo. "Pericoloso clima intimidatorio"

Aggressioni verbali e minacce, un attacco che ha rischiato di sfociare in pericoloso contatto fisico: lo raccontano i sindacati Cgil, Cisl e Rsu, che si schierano in difesa delle vittime dell'episodio, ispettori del lavoro impegnati in una operazione di vigilanza speciale in provincia di Venezia. In un clima quasi intimidatorio, a sentire il resoconto dell'accaduto.

Sarebbero tre le persone coinvolte, delle direzioni territoriali del lavoro di Rimini, Treviso e Venezia. Il fatto a Eraclea mare: i tre funzionari sarebbero stati aggrediti da alcuni avventori in quel momento presenti nel locale ispezionato (il cui titolare, va detto, non ha posto ostacoli alle normali operazioni di ispezione). "All’uscita della pizzeria - raccontano i sindacati - gli ispettori sono stati pedinati da tre individui che li hanno insultati a causa della loro qualità di funzionari pubblici". I tre sarebbero stati anche filmati con dei telefonini mentre ricevevano insulti e provocazioni, e mentre veniva loro intralciata la strada del ritorno alle macchine. Il tenore delle accuse? "Andate a controllare gli immigrati venditori di rose, i marocchini o gli indiani"; o ancora: "rubate i vostri stipendi", "lo Stato ha rotto i c……., dovreste vergognarvi".

Una ispettrice, continua il racconto, "ha ricevuto parolacce per il solo fatto di non rispondere alle provocazioni: perché non dici un c…., non hai niente da dire?". Alla fine i tre colleghi hanno dovuto accompagnarsi a vicenda perché avevano percepito la pericolosità della situazione, quasi un accerchiamento. Inutili i tentativi civili di dare spiegazioni sul loro ruolo. Sono stati chiamati i carabinieri, che però non avrebbero raggiunto il posto in tempo.

"I tre colleghi hanno vissuto una situazione che li ha scossi psicologicamente - spiegano i sindacati - Riportiamo le sgradevoli frasi offensive per evidenziare come il clima intimidatorio nei confronti dei funzionari ispettivi rimanga grave e sempre più pericoloso nello svolgere il normale lavoro di vigilanza. Tale situazione è stata più volte segnalata al ministero ma purtroppo ancora ad oggi non vi sono state risposte concrete".

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