Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca San Polo

Individuati quasi subito i responsabili dell'aggressione a Rialto

Domenica sera hanno buttato a terra prima un ragazzo, poi un cinquantenne. La polizia locale e i carabinieri hanno intercettato i violenti mentre si allontanavano. Uno è minorenne

Ponte di Rialto, lato San Polo

Sono stati raggiunti quasi subito i responsabili della doppia aggressione avvenuta ieri sera sul ponte di Rialto: sono tre giovani ragazzi e sono stati bloccati dalle pattuglie della polizia locale mentre si allontanavano da Venezia, pochi minuti più tardi. A denunciare il fatto è stato una delle vittime, un ventiseienne veneziano (impegnato in un virtual tour come guida turistica) spintonato a terra dopo aver redarguito i tre perché, ubriachi, stavano urinando ai piedi del ponte. In suo soccorso è arrivato un altro veneziano, un uomo di cinquant'anni, il quale a sua volta è stato aggredito. Il cinquantenne è finito poi al pronto soccorso, dove gli sono stati diagnosticati un trauma facciale e lombare e una lussazione al dito di una mano, per un totale di 20 giorni di prognosi.

Ricerche

Nel frattempo sono cominciate le indagini, in collaborazione tra la polizia locale e i carabinieri. Visionando diverse telecamere è stato possibile tracciare velocemente un identikit dei responsabili, i quali dopo l'aggressione si erano diretti verso strada Nuova. Le  pattuglie hanno perlustrato i dintorni e hanno individuato il terzetto verso le 21 a piazzale Roma, proprio mentre i tre partivano a bordo di un bus Actv della linea 7E.

Denunce

La polizia locale ha raggiunto il bus all'altezza del cavalcavia Rizzardi e lì gli agenti hanno bloccato i tre. Solo uno di loro, un ragazzo italiano di vent'anni, è stato riconosciuto come l'autore materiale delle violenze e quindi denunciato per il reato di lesioni volontarie aggravate; ulteriori accertamenti sono in corso sugli altri due, uno di 18 anni e uno minorenne, di 17: è necessario capire con precisione in che misura abbiano partecipato all'azione, ma sembra che almeno uno di loro non abbia avuto un ruolo attivo. Tutti risiedono a Mirano. Della vicenda è stata data notizia sia al tribunale ordinario, sia a quello dei minori.

L'intervento

Il comandante della polizia locale Marco Agostini e

il commissario capo Gianni Franzoi hanno riepilogato: «Con le telecamere di videosorveglianza abbiamo ricostruito l'episodio nel dettaglio e fatto un "inseguimento video" dei soggetti. Quando sono arrivati a piazzale Roma sapevamo che erano loro: li abbiamo visti salire in autobus e a quel punto la centrale operativa ha dato ordine alla pattuglia di fermarli per l'identificazione». Il capitano della compagnia carabinieri di Venezia, Giovanni Rubino, ha aggiunto: «I militari intervenuti a Rialto avevano appena terminato il loro servizio anti assembramento nella zona. Rientrando in sede, alla fine del servizio, hanno sentito degli schiamazzi. Si sono avvicinati e, dal lato della sede del magistrato alle acque, hanno trovato questi tre giovani ubriachi che stavano giocando con i cellulari e fumando una sigaretta: li abbiamo invitati a mantenere un comportamento corretto, si sono scusati e hanno promesso di rientrare a casa. Solo successivamente si è saputo che gli stessi tre, poco dopo, sono stati i responsabili dell'aggressione». Probabilmente i tre erano convinti che l'intervento dei carabinieri fosse stato sollecitato proprio dalla guida turistica.

I commenti

«Venezia è una grande città, con tutti i problemi delle grandi città - ha aggiunto ancora Agostini - Gli episodi spiacevoli, come quello di ieri, possono succedere. Ma Venezia è anche un modello di sicurezza, basato sulla collaborazione tra la polizia locale e le altre forze di polizia. Lo dimostra quanto è stato fatto negli ultimi mesi relativamente alle aggressioni e ad altri episodi per i quali siamo stati in grado di assicurare alla giustizia i responsabili», ha concluso, citando le indagini condotte sulla rissa in campo Bella Vienna dello scorso 12 dicembre, quelle sul danneggiamento dei contenitori Veritas in via Piave la notte di Capodanno, poi ancora l'esito delle indagini sulla rissa in Riviera XX Settembre di due settimane fa che ha portato all'individuazione di sei giovani e infine l'ultimo caso, avvenuto sabato pomeriggio, del cittadino bengalese autore dell'aggressione ai danni dell'autista di un tram: quest'ultimo stamattina è comparso davanti al giudice e condannato a 6 mesi di reclusione con pena sospesa e divieto di dimora.

In seguito all'operazione il sindaco Brugnaro ha commentato: «Assicurato alla giustizia il giovane autore e individuati gli altri due ragazzi. Grazie alla nostra polizia locale, che in sinergia con i carabinieri in poche ore è riuscita a rintracciare i responsabili! Auguri di pronta guarigione ai due cittadini!».

Tuttavia, se l'amministrazione locale rassicura, l'opposizione accusa. «La nuova aggressione avvenuta a Rialto domenica sera - spiegano in una nota stampa unitaria Cecilia Tonon (Venezia è Tua), Gianfranco Bettin (Verde Progressista), Sara Visman (Movimento 5 Stelle), Monica Sambo (Pd), Giovanni Andrea Martini (Tutta la città insieme) e Marco Gasparinetti (Terra e Acqua 2020) - è l’ennesima dimostrazione che la città, perfino nel suo cuore storico, è fuori controllo. Sul piano delle politiche giovanili appare chiaramente sottovalutato l'attuale disagio degli adolescenti, acuito dal lungo periodo di restrizioni, che in casi estremi sfocia in violenza e prepotenza». «Urgono interventi finalmente efficaci, - continuano i consiglieri comunali - sia sul piano della ripresa di controllo sulla sicurezza corrente (coinvolgendo il Comitato per l’ordine e la sicurezza) sia in chiave di prevenzione e investimento sociale ed educativo in sostegno alle famiglie. È tempo di cambiare politica e restituire sicurezza e tranquillità a Venezia come a Mestre. Su questo tema presenteremo un’interrogazione al sindaco».

Sotto il punto stampa di presentazione dell'operazione: Giovanni Rubino, Marco Agostini e Gianni Franzoi

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