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Violento e recidivo: minacce, pedinamenti e "botte" a ripetizione contro la ex moglie

Dopo la separazione, gli episodi di violenza non sono terminati per una donna residente a Mira. L'ex marito, 30enne romeno, si è spinto fino a puntarle il coltello alla gola per la gelosia

La loro storia era finita da tempo, ma lui continuava a pedinarla, minacciarla e metterle la mani addosso. Come riporta la Nuova, il tribunale di Venezia ha imposto ad un 30enne originario dell'Europa dell'est residente a Mira di sostare ad un raggio minimo di 100 metri dall'ex moglie, a seguito di una lunga sequela di episodi violenti che l'hanno visto protagonista.

L'uomo, che possedeva ancora le chiavi dell'appartamento, si è spinto fino all'inverosimile, facendosi trovare in casa, nascondendosi nell'armadio e puntandole coltelli e addirittura la canna della pistola alla gola. L'ordinanza impone all'uomo anche il divieto di comunicare in alcun modo con la donna, dalla quale aveva avuto anche una figlia. Negli ultimi anni aveva preso letteralmente di mira la compagna, con raptus di gelosi estremi: in più di una circostanza la donna è finita al pronto soccorso per curare ferite e lesioni dovute alle "botte".

Minacce di morte. In più di un'occasione la donna si era rivolta alle forze dell'ordine per denunciare le aggressioni fisiche e verbali del marito, poi ex. Indagato per maltrattamenti familiari, l'uomo era stato allontanato da casa, ma il provvedimento non è stato sufficiente, e gli episodi si sono ripetuti, non ultima una scenata davanti all'asilo della figlia, quando la donna è stata presa letteralmente a calci dall'ex, accusata di aver portato a casa altri uomini.

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