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Cronaca Mirano

«Entri solo se lo diciamo noi»: aggressioni fuori da scuola, 7 daspo

La questura ha emesso una serie di provvedimenti nei confronti di giovanissimi. Sono accusati di episodi e di violenza e prevaricazione nelle zone delle scuole di Mira e Mirano

Sette provvedimenti di daspo sono stati emessi nei giorni scorsi dalla questura nei confronti di un gruppetto di giovanissimi che avrebbe messo in atto una serie di azioni criminali nelle aree degli istituti scolastici di Mira e Mirano. Secondo la ricostruzione della polizia, i ragazzi sarebbero responsabili di furti, rissa e spaccio all'esterno delle scuole. Atteggiamenti di bullismo che sono sfociati in violenze e prevaricazioni, come il "controllo" sugli accessi ad un parco nei pressi delle scuole: «Qui si entra solo se lo diciamo noi», era, in sostanza, la regola. Le indagini hanno stabilito che il nucleo centrale è formato da sette giovanissimi, in parte gli stessi che avrebbero imperversato a Jesolo nel corso dell'estate.

«Si tratta di giovani che non frequentano queste scuole, ma sono residenti nell'area di Mirano - riepiloga il dirigente della divisione anticrimine Giampaolo Palmieri -. Hanno una leadership indiscussa nei confronti di altri coetanei. Nel corso di una rissa di alcuni giorni fa, una trentina di ragazzi ne ha preso di mira altri 3 o 4, picchiandoli a turno. Non sono più i bulli di un tempo, perché alla violenza si aggiunge anche la volontà di manifestare un'autorità sul territorio». Ora il problema sembra essere risolto anche grazie all'applicazione del cosiddetto "daspo Willy" che, appunto, impone il divieto di frequentare determinate zone. Il questore ne ha emessi sei, oltre a un foglio di via obbligatorio, che comportano l'interdizione nella cittadella degli istituti superiori.

I fatti che hanno generato queste misure (solo alcune delle centinaia firmate quest'anno) sono aggressione, spaccio, resistenza a pubblico ufficiale. L'episodio più grave sarebbe proprio quello dell'aggressione di gruppo. «Hanno partecipato 30 ragazzi - specifica Palmieri -, tra chi aveva una posizione di leadership, chi ha agito consapevolmente e chi si è limitato a guardare. La scelta delle vittime non era casuale e nemmeno l'effetto che l'aggressione doveva avere sugli altri. Ci sono degli studenti che hanno pagato per non avere ulteriori problemi con questo gruppo, per poter girare tranquillamente e non essere aggrediti. Cifre attorno a 50 euro». Una delle vittime ha 19 anni, il suo estorsore solo 17.

Due dei componenti del gruppo farebbero parte delle baby gang che avevano messo a segno altri episodi a Jesolo in luglio, in particolare rapine a danni di giovani in orario notturno. Anche in quei casi erano quasi tutti minorenni (tranne due), con a carico diverse segnalazioni di polizia, tra cui violenza sessuale di gruppo. «Siamo intervenuti - conclude Palmieri - per evitare che tali situazioni si riproponessero. Grazie al daspo Willy abbiamo realizzato l'interdizione nelle vie e nei locali dove si sono verificati gli episodi violenti: abbiamo cinturato queste aree, imponendo ai ragazzi divieti di passaggio per una durata che va da uno a tre anni. Abbiamo notificato tutto ai genitori».

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