Il piano degli albergatori contro le disdette negli hotel per l'acqua alta

Molti potenziali turisti si sono spaventati e hanno cancellato le prenotazioni. Sono stati invitati a Venezia i giornalisti della stampa internazionale, chiamati a testimoniare la situazione in città

Venezia panoramica, archivio

Per gli albergatori la situazione del sistema turistico veneziano versa in uno stato «grave», con tante prenotazioni bloccate e cancellate in vista del Natale a causa delle notizie circolate nelle scorse settimane sull'acqua alta. Così Ava (Associazione albergatori veneziani) ha annunciato un piano. «Primo passo è stato produrre un video-documentario di circa 15 minuti, in italiano e in inglese, in cui alcuni albergatori ed esercenti fanno vedere che la città è perfetta. In una settimana il video ha già registrato migliaia di visualizzazioni e nei prossimi giorni la campagna di diffusione si farà più intensa», spiega il presidente dell’Ava, Vittorio Bonacini.

«Abbandonata»

«Si vuole far vedere al mondo che in città non c’è alcun pericolo e che Venezia è splendida come sempre». Alla base della decisione la convinzione che informazioni non corrette abbiano instillato il dubbio che la città si trovi ancora nel pieno del disastro, post acqua alta, del 12 novembre scorso. La città dell’overtourism si trova improvvisamente abbandonata anche dai turisti. Tutti di corsa a disdire. Così nei quasi 300 hotel del centro storico e nei tantissimi bed & breakfast, già nei giorni immediatamente successivi a quella che è stata definita l’apocalisse, le cancellazioni erano arrivate al 45%. Il dato è dell’Ava-Federalberghi, l’Associazione veneziana albergatori, che assiste per la prima volta nella sua storia a qualcosa di mai vissuto: il blocco totale delle prenotazioni, Natale e Capodanno compresi, e fino a data da destinarsi. 

Inviti ai giornalisti

«Preoccupa inoltre il fatto che, per le stesse ragioni, non arrivino nuove prenotazioni per eventi e soggiorni nei primi mesi del 2020», rimarca Ava. Il consiglio direttivo dell’associazione ha poi deliberato altre importanti iniziative. Ava sta invitando a Venezia, con il supporto di Federalberghi nazionale, i giornalisti della stampa internazionale, chiamati a testimoniare la situazione in città. Con dei voucher, i referenti dei più seguiti media mondiali a gennaio saranno ospiti dell’associazione e potranno visitare Venezia e raccontarla senza filtri. «Agli ospiti degli hotel dell’Ava chiederemo di scattare dei selfie e di pubblicarli con l’hashtag #venice, per dimostrare al mondo che non c’è un problema di acqua alta». 

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La marea a Venezia

Su questo argomento Ava sta inoltre producendo un video tutorial. «Per noi veneziani che conviviamo con le maree da sempre può sembrare assurdo, ma basta uscire da Venezia per rendersi conto che molte persone sono convinte che una marea a 110 centimetri significhi dover nuotare in piazza San Marco. L’acqua alta eccezionale ora spinge molti turisti, prima di prenotare, a controllare l’altezza della marea e a farsi fermare anche da una previsione come quella di oggi, a 90 centimetri». Per questo motivo il video, in cartoni animati, servirà a chiarire la proporzione tra i numeri e l’effettivo livello dell’acqua e agevolare gli utenti nella lettura delle previsioni. «Abbiamo lanciato anche una sorta di osservatorio –  aggiunge il direttore Ava, Claudio Scarpa – invitando i nostri soci a segnalarci le recensioni negative per un presunto problema di acqua alta che non esiste più. Siamo pronti a muoverci con le diffide». Sono già più di 30 gli appuntamenti fissati e altrettanti sono previsti nei prossimi giorni. 

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