Il Primo Ramo è già secco: "I pioppi piantati per Expo sono tutti morti"

Lo denuncia un cittadino, che a metà luglio ha rilevato come il padiglione a cielo aperto del Vega sia diventato nel giro di due mesi un "cimitero di asfalto"

Nelle intenzioni degli ideatori doveva essere un progetto di rigenerazione urbana, con riqualificazione degli spazi esterni e interni del Vega di Marghera attraverso la creazione di un "percorso tematico-esperienziale: un vero e proprio padiglione a cielo aperto per installazioni espositive ed eventi indoor e outdoor al fine di accompagnare ed intrattenere i visitatori diretti al padiglione Expo Aquae". Ma le cose, pare, hanno funzionato solo in parte.

Lo denuncia un cittadino, che a metà luglio ha avuto modo di rilevare (e documentare) come il padiglione a cielo aperto inaugurato lo scorso 15 maggio sia diventato in breve tempo "il cimitero di asfalto (asfalto colorato, certo, ma sempre asfalto) per i pioppi che dovevano rendere più verde e ombreggiato questo tratto". Il problema sono in particolare le piante che avrebbero dovuto rendere più gradevole, insieme ai colori, le aree esterne agli edifici Auriga-Pegaso-Lybra: "I 35 pioppi sono quasi tutti morti. Stecchiti. Nessuno li ha mai innaffiati dopo l'inaugurazione in pompa magna: in due mesi sono lentamente deperiti, ingialliti e morti. Era facilmente immaginabile che, con queste temperature, rese ancora più estreme dall'asfalto su cui sono posizionati, i poveri pioppi avessero bisogno di un po' d'acqua per poter sopravvivere, visto che non sono stati interrati, ma piantati all'interno di fioriere cilindriche".

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Una situazione che lascia l'amaro in bocca: "Come al solito quello che conta è l'inaugurazione, fare bella figura di fronte all'autorità o al politico di turno (in questo caso eravamo in campagna elettorale sia per il Comune che per la Regione), e poi chi s'è visto s'è visto. A questo punto - si domanda il cittadino - forse era meglio evitare la pagliacciata dei cerchi colorati sull'asfalto, mantenere i posti auto per i lavorarori del Vega e risparmiare la vita a quelle che dovevano essere le 35 piante ornamentali?".

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