Cronaca Campagna Lupia / Via I Maggio

Omicidio a Campagna Lupia, Alessandro Minto ucciso dal padre

La tragedia al culmine di una lite per questioni economiche. L'aggressore dopo pranzo ha preso un coltello e ha colpito al cuore il figlio ventenne

Tutto in pochi istanti. D'impeto. Una tragedia che ha lasciato attonito un paese, finito al centro delle cronache nel modo peggiore. Padre ammazza il figlio con una coltellata al cuore. Come nei peggiori incubi. L'omicidio verso le 12.20 in una vecchia abitazione singola di Campagna Lupia. Davanti i campi che l'aggressore, Guerrino Minto, 70 anni, agricoltore in pensione, curava ogni giorno. All'interno, invece, per ore uomini della scientifica, carabinieri della stazione locale e della compagnia di Chioggia, oltre ai colleghi del nucleo investigativo di Mestre. Serviva ricostruire una vicenda che nella dinamica sembra piuttosto semplice. A terra il corpo di Alessandro, vent'anni, una vita davanti. La passione per le barche e il desiderio di averne una. Proprio ieri, giovedì, aveva mostrato a tutti il motore marino che aveva appena acquistato. Non potrà mai usarlo. Al culmine di una lite per motivi economici, il padre appena finito il pranzo ha afferrato un coltello con la lama da oltre trenta centimetri e ha sferrato un fendente al cuore del figlio. Un colpo solo, fatale. Alessandro è stramazzato a terra, perdendo la vita quasi subito.

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L'alterco per duecento euro: erano i soldi che l'aggressore aveva chiesto alla vittima per arrivare a fine mese, ricevendo un diniego. Perché secondo il ventenne sarebbe stato lui a essere in credito col padre per un acquisto di una macchina agricola di un paio di anni fa. Sarebbero stati soldi suoi, quelli, raccolti in un libretto di risparmio mese dopo mese quando ancora era un minorenne. L'atmosfera, come ammesso dallo stesso 70enne davanti al pubblico ministero Francesca Crupi, si surriscalda. Entrambi i litiganti si alzano in piedi dopo aver pranzato l'uno vicino all'altro. Si fronteggiano. Alessandro Minto fa cadere un piatto a terra. Il padre non ci vede più. Perde il controllo, prende il coltello appoggiato sul tavolo e uccide il figlio.

"O go copà!", avrebbe poi detto alla sorella, zia della vittima, scesa dal piano di sopra insospettita dal fatto che si sentivano forti urla provenire dalla cucina, al piano terra, e poi all'improvviso niente. Silenzio. Il silenzio di quando accade qualcosa di grave. Scesa dalle scale si è trovata di fronte alla tragedia. La chiamata al 118, la richiesta d'aiuto. Per Alessandro, però, non c'era più niente da fare. Decine gli amici che di volta in volta sarebbero arrivati davanti al cancello dell'abitazione. Chi in lacrime, chi con rabbia. Chi senza darsi una spiegazione di ciò che è successo. La madre a distanza di qualche ora dal delitto è stata soccorsa da un'ambulanza. Non ha retto al dolore. Voleva vedere il corpo del figlio. I genitori di Alessandro Minto, tubista in una ditta con sede a Marghera, bravo ragazzo di un paese di provincia, erano separati da molti anni. Da quando lui era ancora un bambino. In un primo momento va a vivere dalla madre, di origini bulgare, a Mestre. Poi il ritorno a Campagna Lupia, dove si crea una compagnia e si trova anche una fidanzata di Lugo, anche lei davanti all'abitazione in lacrime.

Nella casa di via Primo Maggio vivevano il padre Guerrino, il figlio Alessandro e l'anziana nonna, inferma. Al momento dell'omicidio si trovava in una stanza attigua ma non si sarebbe accorta di nulla. La sorella dell'aggressore, invece, abita poco distante e spesso veniva a dare una mano in casa. I carabinieri, una volta arrivati sul posto, hanno subito portato Guerrino Minto nella caserma di Campagna Lupia, ascoltando la sua versione dei fatti. Poi l'interrogatorio vero e proprio davanti al pubblico ministero, durato circa quaranta minuti. Al termine le lacrime di un padre che ha perso il proprio figlio. Fino a quel momento trattenute. Dopodiché l'uscita dalla caserma e il trasferimento al carcere di Santa Maia Maggiore. Il 70enne è stato arrestato per omicidio volontario aggravato.

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