"Lo Stato non mollerà su Battisti, i furti? Assumeremo 2500 agenti"

Il ministro degli Interni Alfano alla vedova Sabbadin: "Lo riporteremo in Italia". Agli imprenditori derubati: "Raddoppieremo le pene per i furti"

Ci sono imprenditori che si rialzano dopo l'ennesimo furto, e ci sono vedove e figli che non hanno più un marito o un padre cui appoggiarsi nei momenti di difficoltà. A queste persone martedì ha fatto visita lo "Stato", al di là della passerella elettorale a pochi giorni dal voto. Lo Stato era impersonificato dal ministro dell'Interno Angelino Alfano, che martedì ha raggiunto il Veneziano facendo visita prima ad Adriano Sabbadin, il figlio del macellaio di Caltana Lino Sabbadin, ucciso il 16 febbraio del 1979 da un commando del gruppo "Proletari armati per il comunismo".

Per quell'omicidio venne condannato Cesare Battisti, al centro di un annoso braccio di ferro tra Italia e Brasile per ottenerne l'estradizione: "Lavoreremo per portare l'assassino Battisti in Italia e fargli scontare la pena fino all'ultimo giorno di carcere - ha dichiarato Alfano di fronte alla vedova e al figlio di Sabbadin - Voi siete condannati all'ergastolo del dolore. Dobbiamo farcela e ce la faremo. Non molleremo la presa sull'estradizione di Battisti". Una ferita, quella dell'omicidio del macellaio di Caltana, che non potrà mai rimarginarsi. Finché giustizia non sarà fatta. Questo hanno lasciato intuire più con gli sguardi che con le parole due onesti cittadini di provincia finiti in un incubo più grande di loro dagli anni Settanta in poi. Il messaggio dello Stato martedì doveva arrivare forte anche su un secondo punto: la sicurezza. Per questo Alfano si è affrettato ad annunciare, durante la visita alla titolare dell'Hotel Ristorante "Capinera" di Pianiga e a Paolo Favaretto, gestore dell'autocarrozzeria "Moderna" di via Giustizia a Mestre, un prossimo nuovo pacchetto di norme per mettere i bastoni tra le ruote a chi delinque. Entrambi i commercianti sono rimasti vittima di ripetuti furti, tanto da prendere carta e penna e scrivere al ministro: "Faremo una legge per raddoppiare la pena per chi ruba - ha annunciato il ministro - Continuate a credere nelle istituzioni, perché lo Stato è più forte di chi viola le sue regole. Ammiro la fierezza dei commercianti che nonostante quello che hanno subito più volte sono qui con la saracinesca alzata a lavorare e pagare le tasse. La sicurezza è una priorità del Governo".

Di fronte ai racconti dei derubati (anche di molti soldi), il membro del Governo ha spiegato i punti su cui verterà questo nuovo pacchetto sulla sicurezza urbana. Mestre sta alla finestra, visto che potrebbero inasprirsi le pene anche per l'accattonaggio molesto (terraferma e laguna conoscono bene il problema), per chi "fa cortei e rovina le città" e per chi "deturpa i muri": "Su tutto questo siamo pronti a rispondere - ha continuato Alfano, incalzato dal titolare della carrozzeria Favaretto che ha sottolineato come via Giustizia sia diventata una zona difficile (nove furti in poco più di un anno ha subito la sua attività) - Lo Stato deve tutelare chi lavora e paga le tasse nonostante tutto. Per questo stiamo assumendo 2500 nuovi agenti tra polizia, carabinieri e guardia di finanza, e abbiamo disposto che il 55% degli opeatori che vanno in pensione vengano rimpiazzati. Ma non basta avere più uomini, serve averli più motivati. Per questo abbiamo sbloccato i tetti salariali. Contro i ladri, poi, raddoppieremo le pene per i furti. Lo Stato vuole far paura a questa gente che mette in difficoltà chi è onesto".

Dopodiché, naturalmente, è scattata la campagna elettorale a favore di un altro imprenditore (appoggiato da Ncd): Luigi Brugnaro. Con lui un breve saluto pubblico e un ben più lungo colloquio "a porte chiuse", in cui lo staff ha fatto filtrare le tematiche principali: "La sicurezza è una delle nostre prime priorità – afferma Brugnaro in una nota – Vogliamo una città in cui tutti i cittadini si sentano sicuri nelle proprie case, nel proprio quartiere, lungo le vie e in tutti i luoghi pubblici. Purtroppo oggi non è così: i reati sono aumentati, lo stesso sentire comune tra i cittadini conferma che ci troviamo di fronte ad un’emergenza. La criminalità e il degrado urbano e sociale si sono diffusi a macchia d’olio ed è il risultato di un’amministrazione comunale che da troppi anni ha sempre lasciato fare, perché non ha avuto la volontà politica d’intervenire”.

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