Il Porto guarda al Po per allargare i propri traffici: della partita anche Mantova?

L'autorità portuale potrebbe allargare i propri confini. Intanto si punta a rendere navigabile al 100% il fiume per puntare sui traffici fluviali. Musolino: "Venezia non è morta, ha futuro"

Se non ci saranno intoppi l'Autorità di sistema portuale dell'Adriatico settentrionale potrebbe presto allargare i propri confini. Lo scrive il Gazzettino, che ha riportato le parole del presidente Pino Musolino. Oltre a Chioggia, dove le acque sono comunque turbolente per via del contenzioso con Aspo e Camera di commercio, della partita potrebbero esserci presto anche gli scali di Porto Levante e di Mantova. Lo sguardo oltre che in direzione del mare si sposta anche verso l'entroterra, puntando a un Po in prospettiva navigabile al 100 per cento.

Traffici fluviali

In questo modo lo scalo di Venezia diventerebbe non solo struttura di riferimento per il Veneto, ma anche per il resto della pianura Padana, garantendo trasferimenti cargo di tipo fluviale. Ora tutto ciò è impossibile perché la siccità mina la navigabilità del fiume e alcune infrastrutture sono da rimodulare, come il ponte di Rosolina. Musolino parla di una Venezia che, secondo il suo parere, "non è morta", concentrando l'attenzione sul fatto che ci sia "uno dei porti italiani più importanti", che ha come caratteristica peculiare la presenza di più tipologie di traffico, tra container e crociere.

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