Molotov vicino ai binari dell'Alta Velocità a Spinea, scatta l'allarme

La segnalazione alle 12.30 di lunedì nel territorio di Fornase. Bottiglia da mezzo litro con benzina. Alcuni giorni fa un altro strano "incidente"

Mentre i dipendenti Rfi stavano controllando i binari e l'area circostante, si sono accorti di quella strana bottiglietta di plastica con all'interno del liquido, e in cima ciò che poteva sembrare anche un innesco. Poi la preoccupante scoperta: la bottiglia da mezzo litro era riempita con liquido infiammabile, con ogni probabilità benzina o alcol, mentre attaccati con del nastro adesivo si trovavano dei fiammiferi, alcuni dei quali usati.

Inevitabile dunque che scattasse l'allarme bomba verso le 12.30 di lunedì, all'altezza del chilometro 252 della linea ferroviaria. Sul posto, nel territorio di Fornase a Spinea, sono quindi intervenuti gli artificieri della questura, i vigili del fuoco e i sanitari del 118. Tra ambulanze, camionette del nucleo Nbcr e del comando di Mestre dei pompieri, gazzelle dei carabinieri e volanti della questura, oltre che uomini in borghese della Digos, i residenti si sono subito chiesti cosa stesse accadendo in via Prati, proprio a ridosso delle barriere acustiche ai lati della linea ferroviaria che collega Mestre a Padova.

L'ordigno è stato trovato a pochi metri dal binario dell'alta velocità all'altezza di via Fornase. I soccorritori, infatti, sono dovuti entrare da un cancello all'altezza del chilometro 251 per poi percorrere a piedi il tratto di strada parallelo ai binari dell'alta velocità fino a raggiungere il punto dell'intervento. La molotov si trovava infatti sul versante "nuovo" della linea, cosicché per permettere i rilievi e l'intervento degli artificieri il traffico è stato deviato temporaneamente (non più di un'ora) sui binari della "linea storica". Gli artificieri, equipaggiati con tuta protettiva, hanno raccolto la bottiglia, poi sequestrata per gli accertamenti successivi. Spetterà alla polizia scientifica, infatti, cercare di individuare eventuali tracce lasciate dai responsabili. Della vicenda si sta occupando la Digos in stretta connessione con il pool antiterrorismo della Procura di Venezia coordinato dal procuratore aggiunto Adelchi D'Ippolito. All'orizzonte l'ipotesi di un attentato di matrice Not Tav o comunque di un'azione dimostrativa. E' probabile che gli intrusi siano sgattaiolati dentro da via della Ferrovia, dal lato della linea storica. Lì le barriere fonoassorbenti si fermano, dando la possibilità a chiunque di insinuarsi ai lati dei binari. Il punto dov'è stato trovato l'ordigno rudimentale dista non più di tre minuti a piedi. Serve attraversare i binari, per poi raggiungere quel "cunicolo" rimosso da cui partono i cavi che corrono sotto la ferrovia. All'interno è stata rinvenuta la molotov. L'azione, dunque, potrebbe essere durata meno di dieci minuti avendo cura di muoversi nel momento in cui il traffico ferroviario era meno ingente. Di notte o comunque in tarda serata.

A preoccupare il fatto che il 30 gennaio scorso, a non molta distanza, un treno regionale diretto a Mestre e partito da Verona si trovò sui binari un "cunicolo" (DETTAGLI), uno dei manufatti in cemento che servono per far passare i cavi di servizio. Inevitabile l'impatto, per fortuna senza troppe conseguenze. Ma è molto probabile che qualcuno avesse posizionato apposta il pezzo sulla linea ferroviaria.

E' possibile anche che i due episodi siano separati, e che la vicenda di lunedì sia da leggere in un ambito nazionale. Sono saltate subito agli occhi infatti le similitudini con quanto accadde il 21 dicembre scorso all'uscita della galleria San Donato nel comune di Bagno a Ripoli, a Firenze, sulla linea Av che collega il capoluogo toscano con Roma. Anche in quel caso una bottiglia piena di benzina con dei fiammiferi attaccati. Nelle prime ore della mattinata, poco distante, si sviluppò anche un incendio forse provocato da un'altra bottiglia incendiaria. Il rogo era partito proprio all'interno di un pozzetto da dove partivano i cavi elettrici. Il 13 febbraio, poi, due bottiglie incendiarie vennero trovate sotto ad altrettanti pozzetti vicino alla linea dell'Alta Velocità che collega Roma a Firenze, nel territorio di Settebagni, a nord della Capitale. Ma il 2014 è stato un anno contrassegnato da diversi azioni a firma "No Tav": il 20 dicembre, sulla tratta Granaiolo - Certaldo (Empoli - Siena) una torcia da segnalazione venne accesa vicino alla scatola di circuito, danneggiandola. Due giorni prima sulla Milano - Torino vennero rinvenute due molotov all'interno dei cunicoli. Il 2 dicembre, invece, una bottiglia incendiaria venne sequestrata su una gru di un cantiere dell'Alta Velocità a Firenze Campo Marte. Episodio molto simile anche il 22 aprile, quando due molotov vennero trovate a Rovereto, lungo la Verona-Trento.

"Ci siamo accorti di un gran trambusto - dichiara lunedì pomeriggio una residente di via Prati, l'unico punto in cui i cittadini si sono accorti che qualcosa non andava per il verso giusto (il resto dell'intervento si è sviluppato lontano dalla vista, coperto dalle barriere fonoassorbenti) - la strada era piena di mezzi di soccorso. Ma nessuno ci ha voluto dire ciò che stava accadendo, l'abbiamo saputo solo via Internet. Dal fatto che non parlavano abbiamo capito che c'era da preoccuparsi".

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