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Foto dal profilo Facebook del Ministero della Salute

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Allerta per tonno spagnolo "pericoloso", l'Ulss 4: "Non c'entra con l'intossicazione di Jesolo"

I ministeri della Saluto spagnolo e italiano invitano chi abbia acquistato pesce fresco dell'azienda Garciden dopo il 25 aprile di dichiararlo: "Non consumate il prodotto"

L'allerta è giunta a tutte le aziende sanitarie ed è stata rilanciata in particolar modo dall'Ulss 4 del Veneto orientale, nel cui territorio sabato scorso si è registrato un caso di sospetta intossicazione alimentare. Due fratelli trevigiani, dopo aver mangiato della pasta col tonno in un ristorante jesolano, sono stati male e sono dovuti ricorrere alle cure dell'ospedale Ca' Foncello di Treviso. 

Il giorno precedente il ministero della Salute spagnolo ha diramato una nota in cui si segnalava l'insorgenza di alcuni focolai di "sindrome sgombroide" che ad oggi avrebbe colpito 105 persone. "Tale comunicazione aggiorna le informazioni di una precedente nota in seguito alla quale le autorità sanitarie italiane avevano già provveduto ad adottare provvedimenti di competenza ponendo sotto sequestro le partite ricevute", sottolinea l'azienda sanitaria, che precisa anche che l'allerta non ha al momento alcuna correlazione con il caso di intossicazione (su cui sono in corso accertamenti sulle reali cause, che potrebbero essere state diverse rispetto a quanto ingerito dagli avventori trevigiani). 

Il ministero iberico e quello italiano, considerate anche le nuove informazioni ricevute il 12 maggio e che il tonno potrebbe essere stato venduto sfuso in piccole quantità e in diversi formati nelle pescherie e nei negozi, invitano commercianti, ristoratori, esercenti, cittadini che possono aver acquistato tonno fresco dal 25 aprile scorso, a contattare gli esercizi di vendita per verificare se si tratta del prodotto commercializzato dalla ditta spagnola Garciden e, in tal caso, a non consumarlo.

La "sindrome sgombroide" è una patologia simil-allergica risultante dall’ingestione di pesce alterato che contiene istamina. Si manifesta comunemente con arrossamento della pelle, prurito, cefalea pulsante, bruciore orale, crampi addominali, nausea, diarrea, palpitazioni, senso di malessere e, raramente, ipertermia a breve distanza dal consumo del pesce. "Il dipartimento di Prevenzione della Ulss4 si associa ai consigli del ministero italiano della Salute e precisa che al momento non è correlabile al caso dei due trevigiani intossicati i giorni scorsi in una località balneare veneziana - si legge nel comunicato - Sono infatti ancora in corso le analisi per cercare di capire l’esatta origine della tossinfezione".

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