Sgombero alle Muneghette, il Gruppo 25 aprile fa appello al Papa con un tweet

Non è chiaro se dopo la ristrutturazione le persone ora spostate verranno fatte rientrare negli alloggi gestiti dalla Caritas a Castello. Il trasferimento è iniziato mercoledì verso le 17

Alloggi a Castello Le Muneghette

«Sono 16 persone, ci sono invalidi, anziani e minori. Anche una donna che aspetta un bambino. Alloggiano alle Muneghette per il fatto che le istituzioni sociali hanno destinato loro questo posto, non lo hanno occupato. Portarli via da qui significa mettere queste persone ancora più in difficoltà. Sia fatta manutenzione alle strutture e si lascino in pace queste persone senza trasferirle come pacchi». Duro il commento del Gruppo25Aprile che da giorni condanna quanto sta accadendo nella struttura gestita dalla Caritas a Castello. 

«L’immobile di proprietà dell’Ire, concesso in comodato gratuito alla Diocesi di Venezia per la Caritas, è attualmente occupato abusivamente da 8 persone tra le quali, purtroppo, anche alcuni minori - scriveva in una nota del 27 novembre il Patriarcato -. L’immobile in questione non presenta più, da alcuni mesi, le condizioni minime di sicurezza mancando le certificazioni necessarie a causa della rottura definitiva della centrale termica e dell’impianto antincendio». «Ci sono delle riparazioni da fare. Basterebbe provvedere. Non serve spostare le persone e portarle a Marghera, come si vuole fare entro domani», dice il portavoce del Gruppo25Aprile, Marco Gasparinetti, secondo il quale si farebbe leva sul fatto che queste persone siano rimaste senza riscaldamento e acqua calda per portarle altrove.

«La diocesi - si legge sempre nella nota del patriarcato - ha provveduto nel corso del 2019 a individuare soluzioni alternative per l’accoglienza delle molte persone che avevano ricevuto ospitalità di emergenza alle Muneghette. Anche agli attuali ultimi occupanti è stata proposta una soluzione abitativa provvisoria alternativa con la disponibilità della Caritas veneziana a garantire la copertura economica. Gli adulti attualmente occupanti non hanno tuttavia accolto le soluzioni proposte, rifiutando di lasciare l’immobile».

Secondo il progetto presentato dalla Diocesi di Venezia, Le Muneghette, dopo la radicale trasformazione prevista, sarà destinato a diventare un luogo di accoglienza delle persone a disagio, con la presenza di una decina di piccoli alloggi per nuclei famigliari o persone in difficoltà, che necessitano di essere accompagnate per un periodo di 6-12 mesi. Non è stato precisato però finora se, una volta ristrutturati, in questi immobili torneranno a essere ospitate le stesse persone che oggi vengono spostate. Per il Gruppo25Aprile questo sarebbe poco probabile. «Hanno chiuso Betania, adesso chiudono le Muneghette possibile che nessuno gli faccia qualche domanda? Nascondono i poveri e gli esclusi in terraferma per non rovinare il brand turistico?». E parte il Tweet del gruppo diretto al Santo Padre:

La testimonianza

«Non a tutti, ad alcuni - ha raccontato V.B. una delle ospiti delle Muneghette, cui è stata riscontrata una invalidità al 75% - la Caritas ha recapitato una lettera proponendo una struttura alternativa per un mese, a partire dal 4 dicembre, per 30 giorni, in un albergo a Marghera, il City of Art Venice LLoyd, scrivendo: "Si tratta di soluzione temporanea, lavoreremo in accordo con i servizi sociali del Comune di Venezia per trovare una soluzione definitiva. Siamo in grado di accordare a nostre spese un posto letto, servizi igienici, servizi di pulizia, e prima colazione». Alcuni hanno accettato, 5, 6 persone. Pur non sapendo cosa succederà dopo questo mese. E sicuramente consapevoli che non torneranno più alle Muneghette. A molti però la lettera non è arrivata. Quindi restiamo qui senza riscaldamento nè acqua calda? Siamo in questa condizione dall'acqua granda del 12 novembre. Chi ha ricevuto la comunicazione doveva farsi trovare oggi, mercoledì 4 dicembre, alle 17.30 alla Caritas di piazzale Roma per essere accompagnato all'hotel in pullman. Ma più di una decina è ancora qui. Non è stato riparato il riscaldamento e mancano le utenze da quasi un mese ormai. Ci sono anche due famiglie quindi non ci sono mai state 8 persone ma di più. Per quanto mi riguarda, subito dopo l'alluvione, mi offrirono un posto in un albergo per tre giorni e tre notti, a piazzale Roma. Ma ho deciso di non accettare perchè non sapevo se potevo tornare a prendere le mie cose. Ho partecipato al bando Erp di edilizia residenziale pubblica, l'estate scorsa, e sono in attesa della graduatoria. Penso che se volevano offrirci una alternativa davvero, ce l'avrebbero già data. Io stessa sono qui per via di un provvedimento straordinario di emergenza abitativa che va avanti da 6 anni e mezzo. Non saprei da chi farmi aiutare e cosa fare in terraferma. Probabilmente non ce la farei». 

La nota della Caritas

Per la Caritas, che invia una nota, oltre alle «soluzioni temporanee, in attesa di sistemazioni definitive, per le situazioni più delicate è stata proposta da subito una alternativa provvisoria in centro storico e dai prossimi giorni una stabile soluzione abitativa in terraferma che la Diocesi di Venezia ha messo loro a disposizione. A Castello permangono ancora quattro persone. Alcune di loro hanno preferito accettare l'aiuto di amici mentre altre, purtroppo, non hanno inteso accogliere nessun tipo di proposta alternativa alla permanenza nel pensionato delle Muneghette che, come comunicato ripetutamente, deve essere liberato perché non a norma e per urgenti lavori di straordinaria manutenzione e messa in sicurezza in modo da non mettere in pericolo la vita delle persone che fino a oggi lo hanno abitato».

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