Immobili Ulss3 in vendita. «Non sul mercato ma a chi lavora nella Sanità»

Funzione Pubblica Cgil: «Gli alloggi possono essere messi a disposizione a prezzi calmierati»

Ospedale Civile di Venezia, archivio

La Funzione Pubblica Cgil di Venezia si appella alla quinta commissione del Consiglio regionale che, giovedì 16 gennaio, si riunirà per trattare la vendita degli alloggi Ulss3: 31 nel centro storico e uno a Mestre. L'alienazione è voluta dal governatore Luca Zaia per ottenere «risorse da impiegare in quello che interessa veramente ai cittadini». Valore complessivo del patrimonio: 13,4 milioni di euro. Il sindacato si unisce allo schieramento dei consiglieri regionali Pd e 5 Stelle, dei comitati cittadini per la residenzialità e del Partito Democratico veneziano in Consiglio comunale, con Monica Sambo, che hanno espresso la loro preoccupazione per il rischio che gli immobili finiscano sul mercato degli affitti turistici. «Chiediamo che invece di liquidare il patrimonio per fare cassa, si cerchino strategie per investire sulla residenzialità e sul lavoro degli operatori che, ogni giorno, si recano a Venezia, centro storico e isole tra molte difficoltà», dichiara il segretario Fp Cgil Daniele Giordano.

Affitti turistici

Per il sindacato sono questi fatti a dimostrare come «la Regione Veneto sia sempre più impegnata a mettere sul mercato pezzi del proprio patrimonio immobiliare e come Venezia sia considerata un marchio da sfruttare per tornaconto economico, perché - dice - stando ai prezzi di mercato risulta difficile prevedere un destino degli alloggi messi in vendita diverso da quello turistico». Ci sono ancora 6 immobili della Regione in vendita a Venezia, fra cui palazzo Balbi, e quest’anno è già attiva la procedura per alienare 67 edifici per quasi 100 milioni di euro. Secondo Giordano: «già nel recente passato la Regione ha dimostrato scarsa competenza sul tema della residenzialità veneziana, visto il pasticcio della legge di riforma delle case Ater – Erp». 

Casa e lavoro

Al segretario della Cgil interessa la questione del lavoro, legata a doppio filo a quella dell'abitazione. «Venezia è vista come città scomoda e poco appetibile per chi vorrebbe aprire una nuova attività o lavorare. Pensiamo ai dipendenti della sanità veneziana, impiegati all’ospedale Civile o nei servizi delle isole: oltre alla mancanza di case, il pendolarismo rappresenta una delle difficoltà principali per chi lavora nel servizio sanitario pubblico. Chi risiede a Chioggia, tra andata e ritorno, impiega almeno quattro ore per il tragitto, tra autobus e moscafo -. Dal momento che, dice Giordano - L'Ulss riceve dalla Regione un finanziamento aggiuntivo per le peculiarità territoriali di Venezia, è il tempo di pensare che una parte di queste risorse vadano anche a favorire interventi per gli alloggi di chi lavora. Molte case - conclude - messe a gara in passato, sono rimaste invendute. Per questo siamo favorevoli alla proposta di destinare almeno parte di questi alloggi ai dipendenti a prezzi calmierati».

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