Abusivi sgomberati da un alloggio Ater. Dentro una bombola attaccata al forno per scaldarsi

Appartamento del quartiere Pertini di Mestre liberato mercoledì mattina. La principale occupante era stata sfrattata e più volte rientrata

Quando i tecnici Ater sono entrati nell'appartamento di via Camporese non c'era nessuno, ma hanno trovato 6 bombole di gas, di cui una attaccata al forno della cucina che in quel momento era acceso, utilizzato come riscaldamento fai-da-te, con lo sportello aperto. Una situazione rischiosa, non solo per gli inquilini abusivi che mercoledì mattina sono stati sfrattati, ma anche per i residenti che vivono nelle altre 15 abitazioni vicine, nello stesso stabile.

Alloggio occupato da agosto 2017

L'alloggio, di proprietà dell'Ater, è stato sgomberato alle 9 ed era occupato da agosto 2017. Ora che è tornato libero vedrà partire i lavori per la sua sistemazione e riassegnazione. La principale occupante, una donna di nazionalità romena, era già stata sfrattata da quell'abitazione a giugno 2018, ma con uno stratagemma era riuscita a rientrare nella casa dopo poche ore: aveva contattato i vigili del fuoco e, fingendo di aver smarrito le chiavi di casa, si era fatta aprire la porta che era stata sigillata poco prima. È stata denunciata per entrambi gli accessi abusivi con effrazione.

Forno accesso con le bombole del gas

Lo sfratto di mercoledì è avvenuto alla presenza dell'ufficiale giudiziario e della polizia, ma in quel momento nell'abitazione non c'era nessuno. C'era però il forno acceso con le bombole del gas che ha richiesto l'intervento dei vigili del fuoco per le verifiche del caso. L'abitazione è stata quindi messa in sicurezza dai tecnici dell'Ater: le finestre sono state chiuse con dei pannelli e la porta d'ingresso sostituita con una struttura “antiintrusione” per scongiurare un ennesimo tentativo di occupazione.

Una decina di posti letto

Già in occasione del primo sfratto, a giugno scorso, nell'appartamento di via Camporese erano stati rinvenuti una decina di posti letto, a testimoniare il numero degli inquilini abusivi. Una situazione di degrado che era stata segnalata all'Azienda territoriale per l'edilizia residenziale anche da un comitato cittadino. Questa volta, nella casa occupata, oltre agli indumenti e ai beni di chi viveva all'interno, gli operatori Ater hanno riconosciuti anche alcuni scatoloni provenienti da un altro sfratto in un appartamento di Mestre, sempre per occupazione abusiva. Anche in quel caso si trattava di occupanti di nazionalità romena.

«Ora cominceranno i lavori di risanamento»

Chiuse le porte e le finestre dell'alloggio, l'Ater si occuperà di consegnare gli effetti personali agli inquilini irregolari che mercoledì mattina non si trovavano nell'appartamento e sono stati avvertiti dell'esecuzione dello sfratto. La donna di nazionalità romena, la principale occupante, ha prelevato nel corso della mattina alcuni beni di sua proprietà. «Questo è il secondo alloggio occupato che liberiamo dall'inizio dell'anno in via Camporese - spiega il presidente dell'Ater di Venezia, Raffaele Speranzon - ora potranno iniziare i lavori di risanamento e ristrutturazione che porteranno ad assegnare nuovamente queste case a famiglie in graduatoria, aventi diritto. In questo caso però, oltre all'aspetto illegale dell'occupazione recidiva, vi era anche una situazione di pericolo per tutti i numerosi residenti dello stabile a cui bisognava mettere fine».

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