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Caldo estivo, Ulss 3 e Comuni insieme per intercettare gli anziani più a rischio

L'azienda sanitaria ha redatto un'anagrafe delle persone più fragili, che potrebbero necessitare di assistenza. Il piano incrocia il quadro clinico e sociale degli over 65 del territorio

Un piano per prevenire le patologie causate dal caldo, in particolare nelle persone con più di 65 anni. È quello redatto dall'Ulss 3, e nei fatti si tratta di un'anagrafe degli anziani più fragili, che nel territorio di competenza dell'azienda sanitaria sono, per il momento, poco meno di 6.500. «La pandemia  - spiega il dottor Vittorio Selle, direttore del dipartimento di Prevenzione - ha acuito lo stato di fragilità della popolazione anziana, che richiede un’attenzione ancora più forte in momenti critici come le ondate di calore».

Il protocollo si basa su due tipologie di parametri, uno relativo al quadro clinico degli anziani, l'altro a quello sociale, e coinvolge attivamente operatori sanitari e medici di medicina generale da una parte, e amministrazioni comunali dall'altra. Sul fronte clinico, gli over 65 del territorio sono stati classificati, ciascuno con un punteggio personale, a partire dai fattori che possono determinare i rischi legati al caldo, e quindi l'età avanzata, patologie specifiche e il sesso. «Ogni persona, - ha aggiunto Selle - è stata così assegnata a una specifica fascia di rischio: "bassa", "intermedia", "alta" e "molto alta", con l'intento di monitorare quelli delle due fasce più a rischio».

L'analisi sul fronte sociale, invece, è stata condotta in collaborazione con le anagrafi comunali del territorio. Quest'anno, in particolare, dieci comuni del territorio (Venezia, Marcon, Quarto d'Altino, Dolo, Mirano, Spinea, Camponogara, Mira, Noale e Chioggia) hanno fornito un'indicazione sulla situazione abitativa degli anziani, e quindi sul loro potenziale stato di solitudine. «In un territorio così vasto, la collaborazione dei Comuni è fondamentale - aggiunge Selle - e ci ha permesso di giungere all'identificazione degli anziani con pluripatologie che vivono in stato di solitudine. Elaborando i dati clinici in nostro possesso abbiamo costruito un database di 6488 persone, che possono essere definite "fragili sociali"».

L'Ulss 3, ora, si appella ai medici di famiglia, che hanno una diretta conoscenza delle situazioni, per individuare i casi di maggior bisogno assistenziale. «Ad ogni medico di medicina generale - conclude il dottor Selle - chiediamo intanto di segnalare, tra i suoi assistiti in elenco, quelli che, per la situazione clinica di base, sono a maggior rischio di scompenso durante un'ondata di calore e che quindi si ritiene siano prioritari di bisogno assistenziale. Ai medici viene inoltre chiesto di fornire, qualora conosciuto, il riferimento di cellulare del paziente e/o del caregiver, e segnalare i riferimenti di eventuali pazienti fragili che non trova già segnalati».

Nel frattempo, l'azienda Serenissima porsegue l'interlocuzione con quei Comuni che ancora non abbiano condiviso un'analisi della situazione sociale degli anziani, con l'obiettivo di allargare la copertura dell'anagrafe a tutto il territorio di propria competenza.

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