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Domenica, 5 Febbraio 2023
Cronaca

Anagrafe e stato civile, due giorni di sciopero: «180 giorni per registrare una nascita»

La protesta della Rsu e dei sindacati Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Fpl e Csa dei dipendenti comunali. «Abbiamo chiesto 15 assunzioni, la carenza di personale è grave». Inviata una lettera al prefetto Zappalorto: restituite le deleghe

«Siamo stati costretti a proclamare lo sciopero dei servizi anagrafe e stato civile a causa delle gravi carenze di personale che si protraggono da anni». Così Gianpiero Bulla (Rsu), Daniele Giordano (Fp Cgil), Armando Genovese (Cisl Fp), Mario Ragno (Uil Fpl) e Luca Rocco (Csa) annunciano che negli uffici i dipendenti incrocieranno le braccia per due mercoledì: il 30 novembre e il 7 dicembre. 

«Abbiamo in tutti i modi cercato di convincere l’Amministrazione comunale ad affrontare seriamente la crisi di questo settore, la necessità di garantire numeri adeguati di personale ed evitare di creare condizioni di malessere lavorativo e disagi in un servizio così importante e a così stretto contatto con l’utenza», continuano. Uno scontro che va avanti da anni. «Abbiamo descritto in Prefettura la situazione di grave difficoltà che questi servizi stanno vivendo nel garantire tempi di risposta adeguati ai cittadini - proseguono i sindacati - Nelle scorse settimane, cosa mai accaduta prima, tutto il personale ha firmato una lettera inviata al prefetto Vittorio Zappalorto per restituire “le deleghe” vista la gravità della situazione».

I rappresentanti sindacali hanno raccontato dei 60 giorni che sono necessari per fare una semplice variazione di residenza o per trascrivere atti come nascite, morti o matrimoni. «Per le nascite di cittadini stranieri si arriva anche a 180 giorni, per non parlare dei disagi che si scaricano sull’ufficio di Favaro Veneto a causa della vicinanza con l’aeroporto - commentano - Ci sono difficoltà anche a garantire i tempi di legge per la concessione della cittadinanza, che dopo 6 mesi non viene più riconosciuta».

Questo perché, ribadiscono le sigle, «la perdita di personale negli anni non è stata compensata da un numero adeguato di assunzioni. Siamo passati dai 120 del 2015 ai 104 del 2022. Un calo di circa il 15% in una condizione in cui le prestazioni sono aumentate. Abbiamo chiesto di rafforzare con 15 unità questi servizi, anche per coprire i pensionamenti del 2022 che porteranno i dipendenti sotto le 100 unità». I sindacati hanno chiesto al prefetto che eventuali ritardi nelle prestazioni non ricadano sui lavoratori, che rischiano di essere denunciati dai cittadini esasperati che chiedono risposte in tempi brevi. «Per tutte queste ragioni abbiamo indetto due giornate di sciopero, per far emergere quello che sta accadendo e far capire ai cittadini di chi sono le responsabilità di eventuali disagi e disservizi. Senza provvedimenti adeguati questo sarà solo l’inizio di una lunga lotta e di scioperi che purtroppo creeranno disagi ai cittadini», concludono.

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