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Lunedì, 15 Agosto 2022
Cronaca

Anagrafe e Stato civile, verso la mobilitazione

Fallito il tentativo di conciliazione in Prefettura martedì. Sindacati: «Grave difficoltà per questi servizi a garantire tempi di risposta adeguati ai cittadini»

Fallito il tentativo di conciliazione in Prefettura martedì, in merito ai servizi di Anagrafe e Stato civile del Comune di Venezia. «Come al tavolo di trattativa del 30 giugno abbiamo raccolto risposte del tutto insoddisfacenti e una totale disattenzione a questi servizi da parte dell’Amministrazione comunale - affermano Daniele Giordano Fp Cgil, Armando Genovese Fp Cisl, Luca Rocco Csa, Mario Ragno Uil e Gianpiero Bulla Rsu - Abbiamo rappresentato la grave difficoltà che questi servizi stanno vivendo nel garantire tempi di risposta adeguati ai cittadini».

I tempi

Per fare una normale variazione di residenza, commentano i sindacati, «ci vogliono più di 30 giorni, per un documento di identità anche 60 giorni, le trascrizioni degli atti ad esempio sulle nascite, morti o matrimonio all’incirca 60 giorni o sulle nascite per i cittadini stranieri si arriva anche a 180 giorni, per non parlare dei disagi che si scaricano sull’ufficio di Favaro, a causa della vicinanza con l’aeroporto».

Le assunzioni

Il personale per le sigle «negli anni è costantemente calato e siamo passati dai 120 del 2015 ai 104 del 2022. Un calo di circa il 15% in una condizione in cui le prestazioni sono aumentate e la normativa è in continua evoluzione». Alcuni consiglieri e la stessa giunta hanno proposto di aumentare gli spazi per le celebrazioni di matrimoni prevedendo anche la possibilità di farli al Lido. «Non si comprende con quale personale si pensi di poter garantire questi servizi dato che oggi la condizione di sotto organico non permette di garantire adeguatamente l’esistente. Abbiamo proposto di rafforzare con 15 lavoratori questi servizi, - proseguono - anche per coprire i pensionamenti del 2022. L'Amministrazione ha parlato della possibilità di fare 5 assunzioni e probabilmente 3 mobilità interne».

Le indennità

«Da più di due anni non si riconoscono le indennità contrattuali a questo personale – precisano sigle sindacali e Rsu - , che per garantire i servizi, oltre all’alto numero di ore di straordinario, spesso rinuncia anche alla pausa pranzo di fronte a cittadini che si presentano senza appuntamenti ma con scadenze imminenti. La centralizzazione è diventata la risposta messa in campo dalla giunta per la carenza di personale, che contrasta con un Comune diffuso e complesso, che non può essere amministrato centralizzando tutto a Mestre. A questo punto incontreremo nuovamente i lavoratori per decidere le giornate e le modalità degli scioperi che metteremo in campo oltre ad eventuali altre azioni come, ad esempio, la riconsegna delle deleghe. Ci dispiace molto che a pagare siano i cittadini che non riceveranno risposte», concludono.

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