Quarto, malato di SLA non riceve soldi per le cure: valzer delle responsabilità

Andrea Zambon, 43enne, padre, protesta davanti al municipio chiedendo l'assegno di domiciliarità, il sindaco accusa la Regione, l'assessore Sernagiotto: "tra 20 giorni tutto risolto"

Spesso il contradditorio politico infastidisce i semplici cittadini, per la scarsa attitudine al problem solving di persone e istituzioni chiamate a decidere, governare e indirizzare le nostre stesse vite. Se poi alla base di tale contradditorio vi è un dramma individuale, una vicenda che inevitabilmente finisce per toccare le più profonde corde del comune sentire, al fastidio si somma l’indignazione.

Andrea Zambon ha 43 anni, vive a Quarto d'Altino, è padre e da stamane sosta davanti al municipio. Andrea è da 12 anni un malato di sclerosi laterale amiotrofica (SLA). Il tecnicismo sicuramente non può servire a comprendere le difficoltà, le preoccupazioni e i turbamenti che si nascondono dietro una simile malattia. Troppi occhi coperti, troppe orecchie tappate, troppi capi voltati all’indietro. Andrea, però, non è un debole e sceglie di sostituire, alla fragilità fisica, la forza morale e mediatica della protesta. Una protesta certo discreta, che alla base ha semplicemente la soddisfazione di qualcosa che egli chiama diritto. L’uomo chiede, infatti, di ottenere l’assegno di domiciliarità relativo al 2012, indispensabile per sostenere l’assistenza e le cure continue alle quali non può sottrarsi.

Da qui le dichiarazioni istituzionali si accumulano e le responsabilità rimbalzano.

Il sindaco di Quarto d’Altino, Silvia Conte, sostiene il proprio pieno sostegno alla protesta della famiglia Zambon, contro la Regione: “Sono mesi che la regione Veneto non adempie al suo obbligo morale nei confronti della famiglia Zambon, che assiste a casa Andrea sostenendo ingenti spese”.
Il Comune avrebbe anticipato 50.000 euro alla famiglia nel 2011 e starebbe attendendo di avere delle garanzie di copertura per il 2012. È inaccettabile, prosegue la Conte, “questo ritardo e questa incertezza sui contributi per l'assistenza domiciliare per Zambon”. “Dopo le risposte insufficienti dell'assessore Sernagiotto e il silenzio del presidente Zaia”, ricorda il sindaco “i cittadini chiedono aiuto al Comune per far sentire la loro voce. Questa vicenda segna ancora una volta il fallimento delle politiche sociali e sanitarie della Regione Veneto nei confronti delle persone più deboli".

Rilancia poi le stesse accuse il consigliere regionale del Pd Bruno Pigozzo: "L'azione disperata che si è registrata oggi davanti al municipio di Quarto d'Altino è l'emblema di un disagio subito da tanti cittadini per colpa del caos che regna sovrano nelle politiche sociali della Regione". La situazione, continua Pigozzo, "sta diventando insostenibile e non è possibile che a farsi carico di questi drammi siano le amministrazioni locali, come quella di Quarto d'Altino”.
È sconcertante, ammonisce il consigliere, “che l'assessore Sernagiotto continui a predicare la necessità di cambiare i servizi sociali e di ridurre in modo consistente gli accessi alle strutture residenziali, dal 50% al 35%, per i soggetti non autosufficienti”. Si tratta, infatti, di dichiarazioni che “confliggono con le operazioni attuate sempre dallo stesso assessore che lo scorso anno ha ampliato del 20% la dotazione di posti letto delle strutture extra-ospedaliere, senza però prevedere un conseguente aumento delle risorse per il pagamento delle rette”, creando, conclude, “pesanti ricadute sui costi sociali delle famiglie".

Immediata la risposta dell'assessore veneto alle politiche sociali Remo Sernagiotto (Pdl) alle accuse a lui rivolte: “non è un assegno di cura quello che il signor Zambon attende, ma un contributo straordinario netto di 50 mila euro all'anno, vale a dire oltre 4 mila euro al mese”. Si tratta, aggiunge, “dell'unico caso in tutto il Veneto a beneficiare di queste risorse”.
Rivolgendosi a Pigozzo, lo esorta ad “informarsi prima di aprir bocca”, dato che “cinque giorni fa, insieme a un altro consigliere regionale di opposizione, Gennaro Marotta (Idv), ho incontrato il rappresentante della Uildm che tutela il signor Zambon, confermando che entro una ventina di giorni il problema sarebbe stato risolto”.
Al sindaco Conte, invece, chiede “se ci è o ci fa”: “Forse si è già dimenticata di avere in mano una lettera del competente dirigente della regione del Veneto che assicura l'impegno economico”, “pertanto i soldi possono essere anticipati dal Comune, il quale sarà rimborsato dalla Regione non appena quest'ultima avrà superato i momentanei problemi di cassa”. I soldi, conclude l’assessore, “ci sono e così anche il nostro impegno ad erogarli non appena possibile”.

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