All'Angelo una 90enne operata senza anestesia generale e in respiro spontaneo

I progressi nell'ospedale di Mestre: la tecnica utilizzata ha permesso di evitare l'intubazione in una paziente potenzialmente a rischio

Si è realizzata nei giorni scorsi all'ospedale dell'Angelo una peculiare e complessa collaborazione degli anestesisti alla seduta operatoria: ne ha tratto vantaggio un'utente anziana, che ha potuto essere sottoposta ad un intervento chirurgico "maggiore" evitando però l'anestesia generale. «Si fa presto a dire anestesia: in realtà anche nel nostro ambito - spiega il primario dell'Angelo, il dottor Francesco Lazzari - quello cioè della preparazione di un paziente all'intervento chirurgico, le tecniche sono le più differenti, e come specialisti abbiamo di fronte a noi un ventaglio ampio di possibilità, tra le quali dobbiamo scegliere la migliore, magari anche combinando diverse soluzioni». Nei giorni scorsi, preparando un intervento chirurgico su un "grande anziano", gli anestesisti dell'équipe del dottor Lazzari hanno saputo operare una soluzione complessa, ma peculiare ed efficace.  

I dettagli

Di fronte ad una persona di circa 90 anni che doveva subire l'asportazione di una parte del colon, infatti, era importante evitare l'anestesia generale, e con questa l'intubazione della paziente durante l'intervento: «Insieme ai chirurghi - spiega il dottor Lazzari - ci siamo posti l'obiettivo di eseguire l'intervento 'in respiro spontaneo'. La persona era infatti particolarmente anziana ed era portatrice di patologie polmonari e cardiologiche; e in questa situazione anestesia generale ed intubazione avrebbero comportato una dose elevata di rischio postoperatorio. Con la mia equipe ci siamo indirizzati quindi verso una tecnica nota in letteratura: l’anestesia locoregionale toracica. E l'abbiamo messa in atto in una forma che ha combinato le sue due declinazioni: abbiamo agito praticando un'anestesia sub-aracnoidea, in sostanza l'iniezione dell'anestetico direttamente nello spazio perimidollare della colonna vertebrale; e contemporaneamente, per mezzo di un catetere, abbiamo aggiunto nella stessa sede un'anestesia epidurale, che ha consentito di mantenere il controllo del dolore».
Le due tecniche anestesiologiche, combinate e portate ai livelli di estensione necessari per dominare l’aggressione chirurgica, hanno permesso di sottoporre la paziente all’intervento mantenendo la respirazione spontanea. «Per il benessere globale si è valutato di aggiungere una sedoanalgesia, che nel breve periodo dell’intervento ha portato alla soppressione della coscienza». Hanno completato il quadro la delicatezza e la sensibilità del chirurgo (ad eseguire l'intervento l'équipe della Chirurgia generale del dottor Maurizio Rizzo) che ha commisurato il proprio operare al livello di sedazione desiderato e ottenuto.

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Intervento riuscito

«La collaborazione tra gli specialisti della nostra Ulss 3 Serenissima - sottolinea il direttore Giuseppe Dal Ben - ha portato ad un nuovo significativo risultato: una persona molto anziana e portatrice di importanti ulteriori patologie, grazie ad una tecnica anastesiologica di avanguardia ha potuto essere operata all'intestino senza essere intubata, e mantenendo il respiro spontaneo. Ha potuto così ridurre il rischio operatorio; e al termine dell'intervento è stata subito trasferita in Reparto, senza la necessità di un periodo in Rianimazione, con la soddisfazione sua e dei familiari». Nella seconda giornata dopo l'intervento la paziente era già in grado di alimentarsi e muoversi in piena autonomia, proprio grazie alle scelte effettuate per l'intervento e al permanere degli effetti antalgici positivi del catetere peridurale.

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