La denuncia di un cittadino: "Animali in vendita senza autorizzazioni, controllate al mercato"

La segnalazione indica "condizioni igieniche carenti senza attenzione per la loro salute e con evidenti carenze igieniche" a San Donà di Piave, e chiede maggiori controlli alle istituzioni

Foto: Jason Mossa

La segnalazione è circostanziata e corredata anche di fotografie. La richiesta allo stesso modo è precisa: "Istituzioni di San Donà, approfondite i controlli sul mercato settimanale". Si tratta di un documento inviato al sindaco della città del Piave, Andrea Cereser, da Jason Mossa, un cittadino residente a Milano: "Vengono esposti in vendita animali troppo giovani, varie specie di volatili, pesci, criceti, ammassati insieme in piccole gabbie, senza alcuna attenzione per la loro salute e con evidenti carenze igieniche", scrive nella lettera. Nel mirino una visita al mercato settimanale di San Donà del 16 ottobre scorso.

La lettera

"I miei amici e io - sottolinea - abbiamo notato un venditore che, assieme ad articoli del settore, esponeva in vendita anche animali vivi. Ho iniziato a parlare con lui e ho chiesto se gli animali in vendita provenissero dal suo negozio: mi ha risposto di no, aveva deciso di venderli solo in occasione del mercato. Preoccupato, ho chiesto la sua licenza o certificato di allevatore, mi ha risposto di non averla. I conigli esposti erano troppo giovani d’età per essere messi in vendita (di solito si raccomanda di non separare i cuccioli dalla madre prima delle 8 settimane di età, sono certo di questi dati perché ho estrema familiarità con questa specie)".

"Maggiori controlli"

"Dovremmo attuare varie leggi per la tutela degli animali ai diversi livelli governativi  - continua la missiva -, coinvolgere tutti i cittadini e lavorare insieme per evitare acquisti impulsivi di animali, senza informazioni adeguate sui loro bisogni etologici. Le intenzioni dei venditori sembravano chiare, offrire animali a basso costo a scopo di lucro e ignorare il loro benessere. Quelli visti non disponevano di tutti gli alimenti adeguati, né ricovero, né spazio. Dobbiamo sensibilizzare l’opinione pubblica affinché le future adozioni siano fornite solo da rifugi per animali autorizzati e, come molte città hanno fatto, adottare leggi più severe in materia, vietando la vendita sul loro territorio, in modo da scoraggiare allevatori e importatori, e da  imporre multe più rigide. Sono certo che l’amministrazione prenderà i dovuti provvedimenti".

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