Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca

La Regione mette i soldi per i trasporti. Actv, incognita sciopero venerdì. Il Pd: «Ancora troppi disservizi»

Circa 43 milioni andranno all'automobilistico, al tranviario e alla navigazione lagunare. De Berti: «Obbligati a intervenire in sostituzione dallo Stato per garantire la continuità delle corse»

Piazzale Roma, archivio foto

La Regione del Veneto anticipa da qui a fine anno 68 milioni di euro per il trasporto pubblico: 43 per l'automobilistico, il tranviario e la navigazione lagunare; oltre 24 milioni per quello ferroviario. La quota supplisce, spiega l'ente, al ritardo nell’assegnazione del saldo del Fondo Nazionale Trasporti. «Anche quest’anno siamo obbligati ad intervenire in sostituzione dallo Stato, prelevando dalle nostre casse l’equivalente del saldo che avrebbe dovuto essere corrisposto entro il 30 giugno e che invece non è ancora stato erogato - afferma la vicepresidente e assessore regionale ai Trasporti e Infrastrutture Elisa De Berti – Interveniamo con un concreto sostegno agli operatori del settore del trasporto pubblico su gomma, ferro e acqua. La dotazione prevista garantirà loro la liquidità necessaria, assicurando la copertura degli oneri derivanti dai contratti di servizio sottoscritti con gli enti locali».

La legge che disciplina la ripartizione delle risorse del Fondo Nazionale trasporti stabilisce che entro il 15 gennaio di ciascun anno il ministero delle Infrastrutture e Mobilità sostenibili assegni alle Regioni, a titolo di anticipazione, l’80% per cento dello stanziamento, mentre il restante 20% entro il 30 giugno. Ad oggi quest’ultima quota non è ancora stata trasferita. Per far fronte a questi ritardi, la Regione Veneto ha predisposto una normativa ad hoc per autorizzare la giunta ad anticipare annualmente, entro il mese di ottobre, nei limiti delle proprie disponibilità di cassa, un importo non superiore al 90% del valore del saldo della quota del Fondo Nazionale attribuita alla Regione del Veneto nell’anno precedente. «In un momento così delicato come quello della ripartenza delle scuole, assicurare la regolarità del servizio era imprescindibile. Questa anticipazione di liquidità riveste particolare significato considerando la riduzione dei ricavi tariffari di questo ultimo anno e mezzo di emergenza Covid. L’auspicio – conclude la vicepresidente  -  è che venga trovata una soluzione da parte dello Stato per rispettare i tempi di erogazione».

Intanto preoccupa l'incognita sciopero venerdì, indetto dai sindacati di base Usb e Cobas del trasporto pubblico a livello nazionale per 24 ore. A Venezia, scrive Giampiero Antonini di Cub Trasporti, è relativo «ai turni, alle soste fisiologiche in zone prive di servizi igienici, alla situazione manutentiva specie nel settore della navigazione, e al non chiaro utilizzo dei finanziamenti assegnati per decreto pari a 131.318.375,57 euro, all'informativa, ancora mancante, sulla verifica degli incassi Actv, oltre alle modalità di "Sanificazione Giornaliera" e "Bonifica Generale" dei mezzi». Antonini chiede conto anche dei sub affidamenti del servizio di linea 9 collegamento Burano-Torcello «con affidamento diretto e senza gara per un importo complessivo di 69.615,00 euro - e di quello - ad Atvo per la linea 12 nel tratto Treporti-Punta Sabbioni per un importo di 53.750,00 euro. Mancano i "dati trasparenti" che risultavano, sino alla fine agosto 2021, essere stati pubblicati fino al solo 2018, degli importi percepiti dai dirigenti - continua il rappresentante Cub - mentre la disdetta degli accordi di secondo livello penalizza il lavoro. Serve - conclude - un impegno scritto del sindaco di Venezia a garantire l'affidamento in house». Le modalità di sciopero sono nel rispetto delle fasce e dei servizi minimi garantiti. 

Il Partito Democratico in Consiglio comunale ha depositato un'interrogazione segnalando: «Disservizi che continuano a registrarsi in Actv. Non solo non c'è stato un adeguato incremento delle corse con la ripresa del turismo, ma con l'avvio dell'anno scolastico sono addirittura stati disposti tagli, per esempio sulla linea 6 di navigazione piazzale Roma-Lido e sulla linea 5 automobilistica (aeroporto-Venezia) - scrive il consigliere comunale Pd Alessandro Baglioni - Nel settore automobilistico sono molte le corse sovraffollate, arrivando a situazioni di superamento del limite di capienza dell'80% o al punto in cui le corse proseguono verso il capolinea sospendendo la possibilità di salire a bordo perché troppo piene. I sovraffollamenti accadono sia alla mattina in direzione Venezia, che al pomeriggio al rientro. Anche nelle biglietterie sono state registrate lunghissime code. È indispensabile un potenziamento sia nella navigazione che nell'automobilistico per contenere i rischi collegati all'emergenza sanitaria in corso».

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