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L'Antimafia a Venezia per far luce sul "caso Tronchetto"

L'arresto del boss Vito Galatolo ha acceso i riflettori sul possibile connubio tra criminalità locale e mafia, la commissione lunedì sarà nella città lagunare

L'arresto di Vito Galatolo aveva acceso i riflettori sulla situazione di controllo del turismo al Tronchetto. L'ex boss dell'Acquasanta, una delle famiglie mafiose più potenti di Palermo e figlio di quel Vincenzo Galatolo condannato all'ergastolo per l'omicidio del generale Carlo Alberto dalla Chiesa e coinvolto nel fallito attentato all'Addaura contro il giudice Falcone, lavorava proprio al Tronchetto.

Galatolo, era assunto per la società di Otello Novello, che più volte ha ammesso di non sapere di essere collegato tramite Galatolo a Cosa Nostra. Non bastasse l'assunzione dell'ex boss mafioso, alla "Coco cinese" Novello aveva assunto anche il figlio 19enne di Galatolo.

Ora la Commissione parlamentare antimafia vuole vederci chiaro e, nella giornata di lunedì, sarà a Venezia per studiare al meglio la situazione. A riportarlo sono i quotidiani locali che mettono in luce come la Commissione voglia indagare sul rapporto tra criminalità locale e grandi organizzazioni criminali.

A dirle se le due realtà hanno avuto un incontro sarà lo stesso Galatolo, divenuto nel frattempo collaboratore di giustizia. Il rischio infatti, sarebbe quello di un connubio tra le due realtà criminali, con le mafie che così rischierebbero di allungare i loro tentacoli anche sul business del turismo.

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