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L'elicottero dei vigili del fuoco sul posto

L'elicottero dei vigili del fuoco sul posto

Lascia l'auto e sparisce nel nulla, lo trovano senza vita in acqua a Lison

L'allarme alle 8.30 di giovedì: l'auto di Antonio Geretto, imprenditore vinicolo molto noto, era aperta. Poi alle 17.30 si sono spente le speranze

Il primo allarme è stato lanciato verso le 8.30 di giovedì. La sua auto era stata trovata parcheggiata a poca distanza dalla strada statale "Triestina" con la portiera aperta. Segno che qualcosa doveva essere successo, come se all'improvviso Antonio Geretto, imprenditore nel settore vinicolo molto noto in tutto il Portogruarese residente a Concorsia Sagittaria, avesse dovuto uscire dall'abitacolo in fretta e furia. Sul posto, tra Annone Veneto e Lison, in corrispondenza della zona di bonifica dell'omonimo fiume, si sono precipitate le squadre di soccorso per cercare di trovare lo scomparso il prima possibile.

Oltre a carabinieri e sanitari del Suem, hanno pattugliato palmo per palmo l'area gli uomini del nucleo sommozzatori, del reparto volo, quattro squadre munite di Gps per scandagliare i dintorni, le squadre di Portogruaro e di Caorle dei pompieri. Un dispiegamento ingente di forze, tant'è vero che è stato spostato lì anche il posto di comando avanzato dei vigili del fuoco. Dopo diverse ore, verso le 17.30, purtroppo la speranza si è spenta: il corpo di A.G è stato trovato tra le acque della bonifica Lison senza vita. Acque torbide, di una temperatura non certamente calda, in un punto in cui la profondità raggiunge i tre metri e mezzo. Ancora avvolte nel mistero le cause della sua morte: in primis non sarebbero state riscontrate sul corpo a un primo esame esterno (molto superficiale per non inquinare eventuali elementi fondamentali per le indagini) ferite che possano indicare la presenza di terze persone sul luogo della tragedia.

Ora spetterà all'autopsia stabilire se si sia trattato di un gesto estremo o bensì di un malore. Se, cioè, in acqua Antonio Geretto ci sia finito volontariamente (quindi ancora cosciente) o invece a fargli perdere l'equilibrio sia stato un malore improvviso. Le forze dell'ordine avrebbero trovato i pantaloni della vittima con la cerniera abbassata, come se quel "pit-stop" improvviso fosse stato causato da un bisogno impellente a circa cinquecento metri dall'azienda vinicola che gestiva assieme alla famiglia a San Stino di Livenza, diventando il responsabile della produzione.

Alle 9, infatti, avrebbe dovuto iniziare la giornata lavorativa. Tutti gli appuntamenti erano stati confermati. I familiari della vittima si chiudono nel loro dolore, anche perché negli ultimi giorni non si sarebbero accorti di alcun segnale preoccupante nel comportamento di Antonio Geretto, che lascia una moglie e tre figli piccoli. Un altro elemento si aggiunge a un quadro di per sé ancora difficile da definire: a quanto pare la vittima forse non sapeva nuotare. Ritrovarsi d'un tratto tra le acque della bonifica potrebbe essersi rivelata per lui una situazione impossibile da gestire.

Antonio Geretto era una persona molto attiva e conosciuta per il suo attivismo e per le sue passioni: membro delle commissioni di approvazione dei vini doc delle Camere di Commercio di Udine e Venezia, era docente e conduceva serate di assaggio e degustazione vino per enti e associazioni, in particolare per Slow Food, Fisar e Onav. ERa inoltre assaggiatore di caffè e di formaggio ONAF ed esperto di analisi sensoriale. Era vice-presidente della Strada dei Vini Doc Lison – Pramaggiore.

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