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Cronaca

Morte capo della polizia Manganelli, il cordoglio del Veneto

Momenti di commozione stamattina al commissariato di Mestre. Zaia: "Sempre a difesa delle istituzioni". Orsoni: "Un grande poliziotto"

Momenti di commozione stamattina al commissariato di Mestre. La notizia, infatti, è arrivata nel pieno di una conferenza stampa su alcuni arresti. Antonio Manganelli, capo della Polizia di Stato, "guida" di dirigenti e operatori dell'organismo di via Ca' Rossa, era morto pochi minuti prima. Momenti simili con ogni probabilità si sono vissuti in tutti i commissariati del Veneziano, oltre che in questura.

Come spesso accade in questi casi, però, chi è abituato a combattere il crimine preferisce non esporsi. Non raccontare di quanto sia difficile la propria professione, soprattutto ora che è venuta a mancare la propria guida. Preferisce continuare il proprio servizio alla cittadinanza.

A parlare, com'è doveroso, sono i rappresentanti delle istituzioni: "Un fedele servitore dello Stato la cui abnegazione, spirito di servizio, acume investigativo e senso dello Stato sono stati sempre posti a difesa delle istituzioni democratiche", ha dichiarato in un telegramma inviato ai familiari il presidente del Veneto Luca Zaia.

“Un grande poliziotto che nella sua lunga carriera ha partecipato alle più importanti e delicate operazioni di lotta alla criminalità lavorando al fianco di valorosi magistrati come Giovanni Falcone e distinguendosi per professionalità e competenza”. Così, invece, ha commentato la notizia il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni: “Alla famiglia e ai suoi cari – ha concluso il primo cittadino - il sentito e partecipato cordoglio, mio personale, e della città”.

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