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"Mia nonna è una persona lucida ma è stata derubata lo stesso, anziani non aprite"

L'appello della nipote della derubata di Spinea: "Incredibile come ci siano riuscite". Sono due donne rom che bazzicherebbero in ospedale a Mirano: "Mettiamo microchip sui soldi"

"Mia nonna è lucida ma è comunque caduta nel tranello. E' la dimostrazione che è veramente difficile riuscire a fermarli". I parenti dell'anziana 80enne residente a Orgnano di Spinea derubata da due malviventi mercoledì mattina sono rimasti stupefatti per il modo da vere professioniste con cui le ladre sono riuscite a raggirare la vittima. Al punto da lanciare un appello: "A costo di far brutta figura o risultare maleducati, non si deve aprire la propria casa a nessuno che non si conosca bene - dichiara la nipote - per fortuna non sono state violente". Di certo, però, sono state precise e piuttosto agili nel trafugare tutti gli ori di famiglia custoditi dall'anziana signora, avendo a disposizione il nome di una delle figlie e informazioni personali. Da lì le malintenzionate sono partite per tessere la loro tela, riuscendo a mettere le mani su un bottino dal valore di circa 5mila euro. "Sono una collega di tua figlia, per aiutarti posso mettere un microchip sui tuoi gioielli così non te li rubano", ha dichiarato una delle intruse. Infine la razzia e la fuga su un'auto blu. I dettagli dell'accaduto, però, lasciano basiti. 

Il furto verso le 8.30 di mercoledì, quando suona il campanello una signora bionda, ben vestita, con cappotto beige. La proprietaria apre. L'intrusa la saluta calorosamente, come se la conoscesse bene. La vittima apre il cancello presupponendo sia una nipote che le fa visita. La aspetta sull'uscio della porta, al piano di sopra dove abita. Mentre la signora bionda sale le scale, l'anziana capisce che qualcosa non va e le dice di non conoscerla e chiede la sua identità. La signora, con accento padovano, le risponde di essere la dottoressa collega della figlia: "Se mi fai entrare ti spiego perché sono qui". L'ospite le dice che non ha più il numero di telefono della figlia e, passando di lì, aveva pensato di chiederlo alla mamma, dato che lei e la figlia sono in ottimi rapporti, non solo professionalmente ma sono anche grandi amiche. 

L'inquilina le dà il numero di telefono e lei fa finta di chiamare la figlia. A quel punto il piano entra nel vivo: la donna afferma che ci sono tanti furti in zona e che è bene che si posizioni un microchip sui monili d'oro: "Se un ladro si avvicina - spiega - scatta l'allarme. Fidati, sono addetta alla sicurezza anche all'ospedale di Mirano. Di solito gli anziani tengono l'oro in soffitta, anche te?". Una volta ricevuta la risposta affermativa, entra in gioco la complice che fino a quel momento aveva aspettato fuori, in auto: una ragazza sulla trentina, più bassa e più magra della bionda, ha i cappelli neri e lunghi ed è vestita di scuro, senza giacca. 

La complice, senza l'utilizzo della scala si arrampica, lungo i muri, fino ad aprire la botola della soffitta. A tre metri di altezza. La proprietaria dice di stare attenta che non si faccia male: "Se volete possiamo aspettare mia figlia, arriva tra poco", spiega. Una volta che la complice è  in soffitta, la bionda chiama l'anziana in camera da letto per farsi mostrare altri preziosi, le chiede anche dove tiene i soldi. "Vado giù a vedere se è arrivata tua figlia", spiega alla vittima. Intanto la complice è già scesa ed è uscita, la padrona di casa non si accorge di nulla. Alla fine guarda fuori dalla finestra, insospettiva: l'auto e le due ladre non ci sono più. Tenta di usare il telefono per chiedere aiuto, ma le linee in qualche modo sono state interrotte. Allora raggiunge un vicino, che allerta i carabinieri".

Il sospetto è che le malviventi siano una coppia di origini rom che bazzicherebbe spesso l'ospedale di Mirano. Lì potrebbero aver "attinto" alcuni mesi fa le informazioni necessarie per la truffa: "Mia zia ha subito un furto negli spogliatoi del nosocomia - conclude la nipote - probabilmente sono le stesse persone che, avendo indirizzi e informazioni private, riescono a guadagnarsi la fiducia della vittima di turno. Basta una foto nel portafoglio per intuire diversi dettagli. Ripeto, anziani non aprite mai a nessuno. Poteva capitare a chiunque".

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