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"Nessuno applica un pacemaker definitivo", anziana muore in ospedale

Per il figlio della donna nella struttura sanitaria di San Donà in un fine settimana di gennaio non c'era personale abilitato a farlo. Secondo l'Ulss 10 sarebbero state seguite tutte le procedure

Colta da collasso di venerdì, un'anziana 73enne di Jesolo è morta il lunedì seguente, 16 gennaio. Tre giorni dopo il suo ricovero all'ospedale di San Donà di Piave. Secondo le parole del figlio, raccolte da La Nuova Venezia, alla donna avrebbero applicato un pacemaker provvisorio perché durante il weekend nella struttura sanitaria non sarebbe stato presente alcun personale specializzato nell'applicazione di pacemaker "definitivi". L'uomo, titolare di un albergo a Jesolo, ha detto che nei tre giorni di degenza l'anziana madre, che soffriva anche di diabete, sarebbe stata "costretta a restare immobile legata dagli infermieri a letto e sedata fino al lunedì 16 gennaio soffrendo le pene dell'inferno".

Il lunedì poi il decesso. Non sarebbe stato possibile spostarla neanche su un fianco perché il "pacemaker applicato con un catetere non poteva svolgere la sua funzione". Secondo il familiare, la sera del ricovero a una sua richiesta di sapere come mai non veniva applicato un pacemaker non provvisorio la risposta era stata che gli addetti non lavoravano nel fine settimana.


La direzione dell'azienda ospedaliera di San Donà di Piave sta compiendo accertamenti sull'intera vicenda. Tra i diversi elementi discordanti, rispetto al racconto dell'uomo, secondo le prime indicazioni, il fatto che la donna non sarebbe stata tenuta legata a letto e che sono state seguite tutte le procedure mediche previste dal caso.

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