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La trovano in una pozza di sangue: "Mi hanno picchiata e rapinata"

Un racconto su cui le forze dell'ordine stanno cercando di far luce. La borsa della 74enne, soccorsa nella propria casa, non si trova più

Non si sarebbe mai contraddetta durante le svariate volte in cui ha dovuto ripetere quel racconto. Nonostante fosse fotto shock. Nonostante qualche ora prima fosse stata trovata vicino a una pozza di sangue sul pavimento. Lei, un'anziana di 74 anni residente in via Mascagni a Peseggia di Scorzé, l'ha subito dichiarato: "Qualcuno mi ha seguita fino a casa, mi ha picchiata e mi ha rapinata". L'ha affermato per la prima volta a due giovani amici di sua nipote che verso le 15 di venerdì hanno udito delle urla disperate provenire da dietro la porta di quell'appartamentino al piano terra di una palazzina in un punto piuttosto frequentato del paese. Era la signora che chiedeva aiuto, la quale, secondo quanto dichiarano i vicini, avrebbe trovato la forza di trascinarsi fino all'ingresso non appena aveva sentito le voci dei due giovani.

Subito sul posto è intervenuta un'ambulanza del 118: all'inizio sembrava un incidente domestico. Anche i residenti lo pensavano: "E' caduta spesso negli ultimi giorni - racconta uno di loro - l'altro giorno l'ho soccorsa personalmente sul marciapiede". "E' caduta anche al mercato recentemente", sottolinea un altro. Dunque avrebbe potuto benissimo trattarsi di un caso simile. Ma stavolta all'arrivo dei medici le dichiarazioni della signora spiazzano tutti: nessuna perdita d'equilibrio. Secondo lei è stata tutta opera di un delinquente. Con un dettaglio inquietante: fino a venerdì sera la borsa della donna non era ancora stata ritrovata. Le forze dell'ordine, logico che sia così, si muovono con i piedi di piombo. Hanno chiesto a tutti i residenti della strada se nel primo pomeriggio di venerdì avessero visto qualcosa. Ma testimoni non ce ne sono: "A quell'ora però c'è molta gente in giro - dichiara una vicina che abita al piano di sopra - strano che non ci siamo accorti di nulla. Un rumore di qualcosa che cadeva l'ho udito verso l'una, ma di solito poi era lei stessa a chiedere aiuto. Quindi non mi sono preoccupata. Poteva essere qualsiasi cosa".

Stavolta no, niente urla. Dopo questo tonfo è stato il silenzio. Solo un paio d'ore più tardi l'arrivo dell'ambulanza, quando finalmente l'anziana è riuscita a chiedere aiuto. La 74enne avrebbe riportato un pesante trauma al naso, perdendo molto sangue. Tumefazioni compatibili, almeno a un primo esame superficiale, sia con un'aggressione, sia con una caduta accidentale. La signora ha raccontato che mentre stava tornando a casa a piedi per un breve giro di commissioni avrebbe scorto dietro di sé una persona. Poi, subito dopo aver aperto la porta d'ingresso della propria abitazione, se la sarebbe trovata alle spalle. Senza accorgersi di nulla. A quel punto per il delinquente sarebbe stato un gioco da ragazzi spingere all'interno la sventurata (approfittando della diversa prestanza fisica) e impossessarsi della borsa con la violenza. Colpendo la vittima anche al volto. Non avendo inoltre alcuna necessità di forzare infissi o serrature: "E' possibile che dopo essere rimasta ferita sia svenuta - continua la vicina - perché non abbiamo sentito nessuna richiesta d'aiuto fino alle 15".

La 74enne sabato pomeriggio era ancora ricoverata in ospedale. Servirà del tempo per superare lo shock subìto. Come spesso accade, le ferite più difficili da rimarginare non sono quelle fisiche, bensì quelle che si aprono nell'animo nel momento in cui, soli, ci si scopre così vulnerabili.

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