Esercito di anziani over 75, a Mestre la cura segreta è l'“affettività”

Il segmento degli ultra 75enni è di 44mila persone in tutta l'area dell'Ulss 12. Il primario di Geriatria Brugiolo: "Stretta di mano e sorrisi sono più efficaci dei medicinali"

Lo staff del reparto geriatria dell'ospedale Dell'Angelo di Mestre

Prima della terapia e oltre la terapia. E’ la tecnica dell’”affettività”, quella che accoglie e segue i pazienti della Geriatria dell’ospedale dell’Angelo di Mestre. Un migliaio di ricoveri l’anno, un’età media di 85 anni, un tasso di occupazione totale dei 39 letti del reparto. “Riflettendo le dinamiche demografiche e sociali del territorio veneziano i nostri pazienti sono sempre più vecchi e sempre più soli – spiega il primario Roberto Brugiolo –. Quando arrivano in ospedale, quale che sia la malattia, il primo effetto  è il disorientamento per il cambio di abitudini e la perdita dei punti di riferimento. Ecco che insieme alla personalizzazione della cura che viene realizzata ad ogni singolo malato, la nostra equipe si impegna sulla persona ricoverata, fragile e smarrita. Quattro chiacchiere, una stretta di mano, una carezza, una battuta, un’intonazione gentile della voce sono spesso più efficaci dei farmaci migliori. E’ questa la prima indicazione professionale che do ai medici e agli infermieri del reparto”.

La professione del geriatra negli ultimi dieci anni è radicalmente cambiata. Prima era considerato “vecchio” chi aveva più di 65 anni, oggi la soglia si è spostata oltre i 75. Le persone con più di 65 anni nel territorio dell’Ulss 12 sono 85mila su una popolazione di circa 330mila abitanti e il segmento degli ultra 75enni è pari a 44mila. L’esercito "con i capelli grigi" è costituito da circa il 30% della popolazione. Le donne sono in maggioranza. Gli anziani che vivono da soli sono 24 mila e il numero maggiore appartiene proprio alla fascia di età tra gli 80 e gli 84 anni. Il maggior numero assoluto  di anziani risiede in terraferma, le zone a più alta concentrazione sono Carpenedo-Bissuola, Chirignago-Gazzera, Marghera-Catene, Favaro e San Marco-Sant’Elena e Castello.
Oggi l’ospedale accoglie un grande numero di   cosiddetti “grandi anziani” ultra80enni  sui quali si concentra la maggiore intensità di cure.

“La struttura dell’Angelo – spiega il Primario - con stanze a uno o due letti ci consente di garantire tranquillità ai malati più critici e al tempo stesso di mettere insieme persone vicine per età, che possano instaurare un rapporto personale per rendere meno pesante la degenza. Inoltre, l’ambiente spazioso e luminoso ha indubbiamente un effetto positivo sull’umore”. Visto l’innalzamento dell’età media, oltre alle patologie consuete, a farsi strada è sempre di più la demenza senile, con le problematiche correlate. Non a caso l’ospedale di Mestre  ha un ambulatorio specializzato. “L’indebolimento delle facoltà cognitive è connesso all'invecchiamento. Finché l’anziano sta bene può rimanere latente – dice il dottor Brugiolo –. Basta però un ricovero dovuto ad una generica malattia per farlo emergere. L’inserimento improvviso in un ambiente sconosciuto e tra volti estranei fa affiorare il decadimento cognitivo che, in gradi diversi, è un connotato presente nel 40% dei pazienti che hanno oltre 85 anni. Può manifestarsi in varie forme: delirium, turbe comportamentali, depressione. Ecco che il nostro ambulatorio specializzato dell’Unità di valutazione Alzheimer (Uva) stabilisce l’assistenza più appropriata e i farmaci più indicati per arginare i fenomeni e prevenirne il peggioramento, aiutando i pazienti e le loro famiglie nel percorso della malattia.”

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