Scivola e si rompe il femore: "Colpa della farina sulla pista da ballo", risarcito 75enne

La vicenda che si prolungava ormai da qualche anno è stata finalmente risolta a favore dell'anziano. Il Tribunale ha stabilito per lui una somma di oltre diecimila euro

Stava ballando tranquillamente con un’amica al ristorante-dancing, quando la coppia è rovinata a terra per colpa della farina sparsa sulla pista da ballo e la sua gamba ha fatto "crack", ma la compagnia assicurativa del locale non intendeva risarcirlo: ora, finalmente, dopo quattro anni di battaglie, il Tribunale di Padova gli ha dato ragione.

Protagonista della particolare vicenda un (oggi) 75enne di Mira, nel Veneziano. L’anziano, secondo una nota di Studio 3A, il 29 agosto del 2012 trascorre la serata in un ristorante di Cadoneghe, in provincia di Padova, un locale che organizza, soprattutto d’estate, numerosi eventi “danzanti” ed è molto noto tra gli appassionati di ballo.

"Poco dopo le 22.30 il pensionato sta ballando un valzer con un’amica nella pista da ballo in cemento del locale, dove però, poco prima, un dipendente della trattoria, su suggerimento del titolare, ha sparso sul pavimento farina di grano duro, ritenendo evidentemente di agevolare nel ballo la clientela - si legge nella nota - L’effetto sortito, però, è quello opposto: la superficie diventa scivolosa e la coppia cade malamente per terra".

Se però la partner, una coetanea, se la cava con semplici contusioni, il mirese riporta lesioni fisiche più importanti, a partire dalla frattura composta del grande trocantere sinistro del femore: l’indomani deve recarsi subito al pronto soccorso dell’ospedale di Dolo e comincia per lui un lungo calvario tra ricovero, ingessatura, riabilitazione, tanto più considerata la sua età.

Il danneggiato, per essere risarcito e ottenere giustizia si è quindi rivolto a Studio 3A, la società specializzata nella valutazione delle responsabilità civili e penali, a tutela dei diritti dei cittadini, la quale ha subito sottoposto il proprio assistito a una visita medico legale per accertare le lesioni subite e ha chiesto le coperture assicurative al ristorante.

"La compagnia assicurativa del locale, però - dichiara Studio 3A - ha risposto picche, negando ogni responsabilità in capo ai propri assicurati e arrivando persino a disconoscere la circostanza che la pista da ballo fosse stata cosparsa di farina, asserendo che il fatto non era provato. Inevitabile, dunque, per il pensionato, la citazione in causa della controparte".

Esperiti tutti gli accertamenti tra cui una visita medico legale con un proprio consulente tecnico d’ufficio incaricato ad hoc, il giudice Raffaele Sannicandro, con una recente sentenza, ha accolto le istanze del 75enne, stabilendo innanzitutto la veridicità delle affermazioni del malcapitato e della donna scivolata con lui sul punto cruciale della vicenda: la farina effettivamente cosparsa sulla pista. Pur ascrivendo anche all’anziano una parte di responsabilità nella caduta, il giudice gli ha comunque riconosciuto un risarcimento di 10mila e 500 euro a ristoro dei non trascurabili danni fisici patiti: il Ctu ha determinato un’invalidità permanente dell’8 per cento, più 137 giorni di temporanea.

Al riguardo, il giudice ha anche ritenuto di aumentare del 20 per cento l’ammontare della liquidazione per il danno biologico proprio in ragione degli esiti permanenti riportati, consistenti in una limitazione algico-funzionale dei movimenti dell’anca sinistra e in uno scatto doloroso alla flesso-estensione, a causa dei quali adesso il pensionato accusa una leggera zoppia e deve usare il bastone a fini cautelativi. La compagnia di assicurazione dovrà anche pagare tutte le spese legali e di causa, comprese quelle sostenute dall’infortunato.

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