Le Crete, il sottopasso che ricuce la frazione di Quarto D'Altino

Tutte le autorità locali al taglio del nastro martedì mattina. Il racconto dei 15 anni di attesa

Il taglio del nastro in località Le Crete a Quarto D'Altino

Una località, Le Crete a Quarto D'Altino, per 15 anni divisa in due dal passaggio della linea ferroviaria Venezia-Trieste e che oggi, primo settembre, ha ritrovato la sua unità con l'inaugurazione del tanto atteso sottopasso, con ciclopedonale a fianco. Al taglio del nastro sull'opera, da circa 2 milioni e 300 mila euro finanziati per quasi un milione e 900 mila dalla regione e per 383.385 dalla città metropolitana di Venezia, c'erano il sindaco di Quarto d'Altino, Claudio Grosso, il primo cittadino metropolitano Luigi Brugnaro e il governatore del Veneto Luca Zaia.

Numerosa la gente del posto presente, anche per non perdere l'arrivo delle autorità locali. «In tanti si sono sentiti abbandonati a se stessi in questi anni - dice il sidaco Grosso - Chiuso il passaggio a livello nel 2006 non era stata considerata una viabilità alternativa e il lato ovest della località, con un centinaio di famiglie residenti, era rimasto senza la prospettive di avere una strada in uscita. Ad est d'altra parte, per ricongiungersi con il centro, non restava che rassegnarsi ad aspettare il transito dei treni, anche 20 minuti a volte, o percorrere 10 chilometri in più», ricorda il primo cittadino. Nel 2017 al progetto serve un nuovo adeguamento e sono necessari fondi in più. «Il dialogo don Rfi (rete ferroviaria italiana) Regione e Città metropolitana a quel punto diventa fondamentale - dice Grosso - Dalla provincia sono arrivati i 100 mila euro che servivano a concludere il sottopasso». Da allora si è cominciata a vedere la luce.

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«È la difesa della connessione tra i Comuni, dobbiamo infrastrutturare l'area, potenziare la mobilità lenta, che tanto si è rivelata strategica nel periodo del Covid - interviene Brugnaro - Qui non siamo venuti a raccontare quello che faremo, abbiamo aperto e così si fa, perché la gente ha bisogno di certezze e serietà». «In un paese dove tutti sanno tutto ci vuole rispetto per chi ha lavorato ed è bene ricordarlo - commenta Zaia dal palco delle Crete -. È una delle tante opere che portate avanti -  il sottopasso della località Le Crete - Abbiamo un progetto di viabilità e di messa in sicurezza che si sta costrunedo negli anni per far in modo che questa regione sia sempre più vivibile - dice -. Del resto ho ereditato quello che definisco "cadavere eccellente": è il più grande cantiere d'Italia finora aperto, la Pedemontana veneta. Novantaquattro chilometri di strada, 36 Comuni,  14 caselli, 2 miliardi e 258 milioni di euro per servire mezzo Veneto nella parte alta, e che a fine anno sarà completata».

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