Gli ospedali Ulss 4 ripartono ma saranno blindati. Prelievi del sangue su prenotazione

Dal 4 maggio riprendono i normali servizi sanitari per l'utenza. Jesolo rimarrà "covid hospital" fino a fine emergenza. I posti in terapia intensiva aggiuntivi saranno congelati se dovesse presentarsi una recrudescenza del virus

Come da disposizioni regionali, dal 4 maggio riprenderanno i normali servizi anche negli ospedali Ulss 4 di San Donà e Portogruaro. Il presidio di Jesolo, invece, resterà covid hospital fino alla fine dell'emergenza, anche se ripartiranno il prima possibile i servizi di prelievo del sangue e di radiologia. La terapia intensiva jesolana con 14 posti "covid", al termine dell'epidemia, sarà congelata e riattivata nel caso dovesse presentarsi una recrudescenza dei contagi. Per il resto, nel giro di due mesi circa, i servizi sanitari dovrebbero tornare come prima; cambierà solo l'attività ambulatoriale, che dal primo piano sarà trasferita nell'ala ovest. In 60 giorni sarà attivato quindi un nuovo poliambulatorio, con accesso esterno.

Accessi blindati agli ospedali

Il direttore generale dell'azienda sanitaria Carlo Bramezza, nel corso del punto stampa di oggi dalla sede centrale di San Donà, ha ribadito e specificato quanto già aveva annunciato l'assessore alla Sanità veneta Manuela Lanzarin nel corso della conferenza stampa di ieri dalla sede della protezione civile di Marghera: gli accessi agli ospedali saranno strettamente sorvegliati, ci sarà un solo accesso presidiato da personale che l'azienda sta selezionando allo scopo, non si potrà accedere alle strutture con temperatura superiore ai 37,5 gradi. Gli utenti, ma anche tutto il personale sanitario dipendente, così come quello delle ditte fornitrici (addetti alle pulizie, cuochi, manutentori) dovranno indossare mascherina e igienizzare le mani prima di entrare.

Ripresa dei servizi sanitari

Gli accessi agli ospedali, quindi, saranno blindati. Come ha sottolineato il direttore della funzione ospedaliera Maria Caterina De Marco, sono in fase di studio due possibili accessi per ogni struttura. Una per dipendenti e l'altro per visitatori. «Chi verificherà gli utenti - ha sottolineato - chiederà le motivazioni dell'accesso ai reparti». Saranno consentiti gli ingressi di eventuali accompagnatori solo in presenza di minori o nel caso di effettive difficoltà linguistiche in chi deve fruire di servizio specifico. Si potrà accedere alle degenze per visitare propri congiunti solo individualmente e comunque per periodi di tempo molto limitati. Per quanto riguarda i servizi chirurgici, dal 4 maggio riprenderà l'attività programmata. Novità per i punti di prelievo del sangue, che fino ad oggi prevedevano accesso diretto. Stop alle lunghe code ed assembramenti che ogni mattina, dalle 7.30, si verificavano negli ospedali: da lunedì sarà necessario procedere con la prenotazione. L'attività ambulatoriale, invece, riprenderà sulla base delle impegnative sospese negli ultimi mesi, che potranno comunque essere oggetto di rivalutazione nella riorganizzazione delle agende da parte del personale addetto di ogni ospedale.

«Stravolgimenti necessari»

«Le nuove norme per la riapertura - ha commentato Bramezza - comporteranno degli stravolgimenti su accessi ad ospedale, visite, interventi chirurgici. Il principio fondamentale sarà che gli ospedali riaprano in sicurezza. Dobbiamo garantire che ci accede alle nostre strutture lo possa fare in massima sicurezza. Fruitori e dipendenti non dovranno portare dentro le strutture il covid, poiché le strutture socio-sanitarie sono quelle in cui c'è il più alto rischio di contagio. Qualora il virus entrasse all'interno, comporterebbe il blocco, tra sanificazione degli ambienti e dipendenti in quarantena. Tutte cose che noi non possiamo permetterci».

Bramezza ha specificato come nel corso dell'emergenza gli ospedali di San Donà e Portogruaro abbiano continuato a lavorare anche sul fronte delle urgenze. «Se il covid è entrato in questi ospedali  - ha sottolineato - non ha creato problemi, il personale del pronto soccorso è riuscito a bloccare eventuali pazienti e a trasferirli a Jesolo. A loro va il mio plauso. A Jesolo - ha poi aggiunto - abbiamo fatto un lavoro straordinario per trasformarlo in covid hospital. Nei prossimi mesi rientrerà alla normalità, ma dobbiamo aspettare che tutti i pazienti che ci sono all'interno guariscano e tornino alle loro case. Voglio anche ringraziare la struttra Rizzola che ci ha aiutato: ha chiuso una parte dell'attività operatoria e blindato una parte della struttura, accogliendo fino a 15 pazienti positivi».

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Potenziamento estivo

Un accenno è stato fatto anche all'attività estiva. «Stiamo riprogrammando la stagione con i potenziamenti. - ha concluso Bramezza - Non sappiamo quando potranno tornare i turisti, ma vogliamo essere ottimisti e sperare che arrivino in molti». È così che da fine giugno riapriranno il punto di primo intervento di Bibione e saranno rafforzati tutti gli altri punti da Cavallino-Treporti a Caorle, compresa anche l'ambulanza ad Eraclea Mare.

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