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In cinque in trenta metri quadri: ecco in che stati vivono i vu cumprà a Jesolo

I carabinieri della locale stazione durante un sopralluogo in via Dalmazia hanno multato il proprietario dell'appartamento. Sanzionati anche cinque venditori abusivi sul litorale

In cinque in un appartamento di meno di 30 metri quadri. Non certo un luogo "confortevole" quello ispezionato sabato pomeriggio dai carabinieri di Jesolo. I militari dell'Arma sono entrati in un palazzo di via Dalmazia, al primo accesso al mare. Ci vivevano cinque inquilini, tutti di nazionalità bengalese e con permesso di soggiorno. Multati con 800 euro totali il proprietario dell'appartamento, un 72enne di Cavalese, nella provincia di Trento, e il titolare del contratto d'affitto, un cittadino bengalese residente nella località marittima, dove gestisce un'attività commerciale.

Questa operazione si inscrive in un'operazione di controllo del territorio messa in atto dai carabinieri fin dalla prima mattina. Sul litorale è stato denunciato per introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi e ricettazione un cittadino senegalese trovato in possesso di un centinaio di orologi, 220 borse e 17 capi di abbigliamento, che riportavano il marchio contraffatto delle più note case di moda internazionali. La merce, per un valore stimato di circa 6.500 euro, è stata sequestrata.

Anche un cittadino del Bangladesh è stato denunciato in stato di libertà per non avere esibito alcun documento idoneo a dimostrare la permanenza legittima sul territorio nazionale. Altri tre stranieri, due del Bangladesh e un senegalese, sono stati sanzionati per la vendita abusiva di merce senza il possesso della prescritta autorizzazione. L’importo totale delle sanzioni amministrative ammonta a 5.564 euro. Anche la merce in loro possesso, 22 borse, 1.023 articoli di bigiotteria, 75 occhiali da sole, 23 capi di abbigliamento, per un valore complessivo di 17mila euro, è stata sequestrata.

Quattordici sanzioni, per un importo totale di 4.800 euro, sono state elevate anche nei confronti di altrettante persone, per lo più di nazionalità italiana, che avevano costituito un campeggio abusivo nel tratto di arenile vicino al faro, area demaniale in cui tale attività non è consentita. Tutte le tende installate sono state fatte togliere.
 

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