«Tornate a Venezia»: l'appello degli albergatori dopo il record di cancellazioni

È l'effetto della diffusione mondiale delle immagini dell'acqua alta: le disdette sono arrivate al 45%. Stamattina c'è stato un incontro con la stampa estera

Da sinistra, il direttore Claudio Scarpa, il presidente Vittorio Bonacini, la vicepresidente Stefania Stea e il vicedirettore Daniele Minotto

L'Associazione veneziana albergatori ha organizzato un incontro a Roma, nella sede della stampa estera, lanciando un appello per spiegare al mondo che a Venezia non esiste più una "emergenza acqua alta". Le immagini della città sommersa, infatti, hanno avuto un impatto importante sui turisti di tutto il globo, che stanno rinunciando a visitarla. All'incontro erano presenti circa 60 giornalisti di testate internazionali, che sono stati invitati a venire a Venezia; è stato anche trasmesso un videosaluto del sindaco Luigi Brugnaro. «Da metà novembre - racconta il presidente Ava, Vittorio Bonacini - viviamo un calo di prenotazioni senza precedenti, con una flessione che non si è registrata nemmeno dopo l'attentato alle torri gemelle. Nel primo mese abbiamo avuto un picco del 45% di disdette», con un'emorragia «inarrestabile anche nei primi mesi del 2020, tra cancellazione di eventi, convegni e altri importanti appuntamenti programmati in città fino alla prossima primavera».

Disdette fino a primavera

«Se il Natale non è mai stato un periodo da tutto esaurito - prosegue - un dato eclatante è quello del Capodanno: lo scorso anno l'occupazione era al 100%, quest'anno è sotto il 50». Quelle immagini hanno fatto il giro del mondo, «è normale, ma quella marea è stata un'eccezionalità provocata dalla coincidenza rarissima di quattro fattori tra loro sporadici». Bonacini ha evidenziato che «dopo tre ore la marea ha lasciato Venezia e che la città si è rapidamente riappropriata della sua vita».

Turisti intimoriti

«Con i mei collaboratori - racconta invece la vicepresidente Stefania Rea - abbiamo tolto l'acqua di notte e i clienti a colazione non si sono nemmeno accorti di quel che era accaduto». Il calo drastico di prenotazioni tocca le 400 strutture di albergatori dell'Ava, ma a catena anche ristoranti, commercianti, artigiani e riguarda in particolar modo, ma non solo, il mercato americano e inglese, che con i francesi, dice il direttore Ava, Claudio Scarpa, «rappresentano circa il 40% del fatturato turistico della città».

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Nuove restrizioni “leggere” in Veneto: ordinanza all’orizzonte

  • Carri armati e scenari di guerra: l'esercito si addestra tra Jesolo e Venezia

  • Coronavirus, bollettino di oggi: numeri di Veneto e provincia di Venezia

  • Coronavirus, il bollettino di stasera per Veneto e provincia di Venezia

  • Blitz della polizia al centro sociale Rivolta di Marghera

  • Tamponamento e incendio in autostrada A4: tratto chiuso e code

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
VeneziaToday è in caricamento