"Rischio di finire per strada con la figlia, aiutatemi a trovare lavoro"

L'appello di una 40enne di San Donà disoccupata e senza casa. Ha un letto solo per la generosità di un amico: "Non è possibile andare avanti"

La donna di spalle (San Donà + Sicura)

"Non si può vivere così. Peggio dei cani. Penso soprattutto alle mie figlie perché loro sono la mia vita". A parlare è Alessia, nome di fantasia, una 40enne che la vita non l'ha certamente avuta in discesa. Anzi, per lei è stata una lunga sequela di ostacoli sempre più difficili da superare. Ora si ritrova a vivere a casa di un amico con il Comune di San Donà che le passa come contributo economico 350 euro al mese. Non basta, naturalmente.

E' per questo motivo che la donna, divorziata dal 2000 e senza lavoro, ha deciso di alzare la voce: "Chiedo un tetto dove poter vivere assieme alle mie due figlie", spiega. Anche perché da un momento all'altro potrebbe finire per strada. Ma per farlo serve naturalmente una occupazione, che in questo momento manca. "Spero che qualcuno si metta la mano sul cuore e mi dia una mano", sottolinea la donna, ricordando che non è sempre stato così tutto nero. Dopo il divorzio la signora ha vissuto in un "alloggio temporaneo per emergenza abitativa" di Eraclea, cittadina dove abitava prima con l'ex marito. Poi, dopo pochi anni, il trasloco perché sembrava che tutto volgesse per il meglio. Nel 2010 però il licenziamento e il conseguente sfratto.

Dopodiché un grave problema di salute che ha contribuito a scaraventarla sempre più nell'incubo. Subito la necessità di un ricovero di fortuna, trovato grazie alla gentilezza di un amico. Intanto la figlia più grande di 23 anni si trasferisce a vivere dal padre, mentre la minore (16 anni) continua a stare al suo fianco. "Non possiamo continuare ad appoggiarci sulla gentilezza di chi ci ospita - racconta la donna - chiedo aiuto per le mie figlie. Cosicché possano vivere in maniera normale insieme". La risposta, come spesso accade dalle amministrazioni locali, è che alloggi popolari non ce ne sono a disposizione. Ci sono naturalmente graduatorie e regole da rispettare. E la coperta è corta. A offuscare un panorama già di per sé molto buio anche una nuova malattia agli occhi che potrebbe peggiorare da un momento all'altro. Se la burocrazia non dà una mano, dunque, l'invito non può che essere indirizzato a imprenditori o gente di buona volontà della città del Piave. "Le istituzioni e i cittadini diano un aiuto a questa signora che chiede solo di vivere la propria vita con dignità - affermano i promotori della pagina Facebook "San Donà + Sicura", che hanno preso a cuore la storia della donna - Quando l'abbiamo incontrata ha versato molte lacrime. Disperata".

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