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Cronaca Marghera

«Aiutateci a riabbracciare il nostro bambino». L'appello della famiglia

Mamma e papà bengalesi, residenti a Marghera, sono arrivati con un visto contando di farsi il permesso di soggiorno e tornare in Bangladesh a riprendere il figlio di un anno e mezzo. A sei mesi il documento non c'è. Temono di dividersi ancora

Mosharof e Munni si sono fatti avanti per un appello. Sono papà e mamma bengalesi del piccolo Mohamed, nato il 21 gennaio 2023 a Faridpur, in Bangladesh, dove si trova adesso con la nonna. I genitori invece sono a Marghera e per via dei lunghi tempi per ottenere i documenti, non riescono a tornare a prenderlo né a farlo arrivare in Italia. La madre, Munni, non lo vede da sei mesi. Il papà non l'ha praticamente mai visto: è partito e ha raggiunto Mestre per venire a lavorare come addetto alla logistica e se riprendesse un aereo ora si ritroverebbe senza un impiego.

Tutto è iniziato circa sei mesi fa, quando Munni ha chiesto e ottenuto un visto al consolato italiano in Bangladesh ed è partita da sola e subito per Venezia contando di far in tempo, una volta arrivata qui, a ottenere il permesso di soggiorno con cui poter viaggiare e ritornare a prendere il piccolo Mohamed in Bangladesh. Così insieme, mamma e bimbo, avrebbero raggiunto definitivamente il papà a Marghera per poi concludere il ricongiungimento famigliare. Nel frattempo anche il bambino ha ottenuto il visto a Faridpur, però si è creato un blocco a Marghera. Munni non ha ottenuto il rilascio del permesso di soggiorno (ha appuntamento in questura nel 2025), perché i tempi burocratici non lo hanno consentito e se tornasse in Bangladesh per prendere il bambino non c'è alcuna garanzia che senza il documento sarebbe possibile per loro raggiungere l'Italia.

Ecco perché hanno lanciato un appello. La questura italiana, spiegano, rilasci una dichiarazione da presentare all'ambasciata del Bangladesh per spiegare che la mamma non ha ancora materialmente il permesso in mano, ma lo sta attendendo e c'è l'appuntamento in Italia. Questo permetterebbe di ottenere un nuovo visto al consolato bengalese per Minni e Mohamed, affinché possano raggiungere Marghera e il papà. Si tratta di una dichiarazione per sbloccare la situazione - spiegano -, facilitare il ricongiungimento e rassicurare sul fatto che la madre non resti bloccata con il figlio, rischiando in pratica di dividere ancora, e per molto, la famiglia. 

Posto che, per problemi burocratici, ci sono ancora diverse situazioni in cui trascorrono mesi e anni per ottenere il permesso di soggiorno in Italia, molti stranieri regolari sul territorio, per lavorare, si trovano nelle condizioni di non poter vivere da cittadini. Senza permesso incontrano difficoltà ad affittare un alloggio, a ottenere un contratto di lavoro indeterminato o un rinnovo dell'occupazione a termine, non riescono a farsi la residenza e ad avere un medico di base, pur lavorando e prendendo uno stipendio (sotto: le foto di Mosharof e Munni).

Munni

Mosharof

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