Valeria, dalla speranza al dramma: "E' morta nell'attacco al Bataclan"

Della 28enne borsista alla Sorbona di Parigi non si avevano notizie dal momento degli attentati. La madre: "Era splendida, mancherà all'Italia"

Foto ©TM News Infophoto

Con il passare del tempo le speranze si assottigliavano sempre più di ritrovare Valeria Solesin viva. Fino a ridursi al lumicino. Domenica mattina, poi, Corrado Magagnani, il padre del fidanzato della ragazza dispersa dal momento degli attacchi terroristici di Parigi, ha confermato: "E' morta". I timori di un tragico epilogo di una vicenda che aveva mobilitato l'Italia intera già erano diventati concreti poco prima della mezzanotte di sabato, quando la famiglia Solesin, di Cannaregio, ha ricevuto dalla Farnesina una drammatica telefonata, in cui si sottolineava come la borsista 28enne della Sorbona, a Parigi da quattro anni, sarebbe potuta figurare tra le vittime del sanguinoso attentato al Bataclan di venerdì sera. L'ufficialità è arrivata nel primo pomeriggio di domenica dal Consolato francese e del ministero degli Esteri. La procura di Roma ha deciso nelle ultime ore di aprire un'inchiesta sulla morte della giovane.

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"Nostra figlia è morta - ha dichiarato lapidario il padre della giovane all'uscita dalla propria abitazione di San Marcuola - Abitava nel quartiere della strage. Stiamo aspettando istruzioni. Pensi sempre che queste cose capitino agli altri e non a te. Con Valeria ci sentivamo poco, ma quando ci sentivamo lo facevamo a lungo. Quest'anno avrebbe dovuto concludere il suo dottorato. Non era allarmata per i fatti di gennaio. Non c'era alcun sentore". Il fratello di Valeria, Dario, è partito alla volta di Parigi per il riconoscimento e per sbrigare le prime pratiche burocratiche. Il dolore e l'emozione fin da subito hanno pervaso la città. "Era una persona meravigliosa e l'unica cosa che ci preme ricordare di lei in questo momento - ha affermato Luciana Milani, madre di Valeria - Era una cittadina, una studiosa meravigliosa. Ci mancherà molto e credo, visto il percorso che stava facendo, che mancherà anche al nostro Paese per le doti che aveva". Le fa eco anche il sottosegretario Enrico Zanetti che ha portato ai genitori le condoglianze del presidente Renzi e di tutto il paese: "La sua morte lascia un vuoto incolmabile nella sua famiglia ma rappresenta anche una perdita per il paese".

Domenica sera, dopo il G20, il presidente Renzi ha espresso il suo personale cordoglio alla famiglia: "Ho sentito poco fa la famiglia Solesin per esprimere il cordoglio del governo e di tutti noi. Ho parlato con la mamma Luciana, il padre Alberto e il fratello Dario per far loro le condoglianze. Non ci sono parole, e lo dico da padre, per chi perde un figlio. Faremo di tutto per ricordare questa giovane ricercatrice che studiava alla Sorbona e studieremo con la famiglia un modo per ricordarla, magari una borsa di studio che valorizzi le sue qualita' straordinarie".

Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha annunciato: "Proclamo lutto cittadino per i funerali di Valeria Solesin e fino a quel giorno bandiere a mezz'asta in tutta la Città di Venezia".

Nelle stesse ore l'ambasciatore italiano a Parigi, Giandomenico Magliano, e il console generale, Andrea Cavallari, hanno raggiunto place Mazas, dove si trova la camera ardente che dovrebbe accogliere la salma della ragazza. "A nome mio personale e di tutta la città di Venezia esprimo il cordoglio più profondo per la morte di Valeria Solesin. Preghiamo assieme", ha scritto il sindaco Luigi Brugnaro su Twitter. Per mercoledì è stata organizzata una commemorazione pubblica in piazza San Marco contro il terrorismo (DETTAGLI).

LA VICENDA. "Siamo sconvolti, non abbiamo notizie di Valeria", aveva affermato sabato il fratello della ragazza, Dario. Lunghe ore snervanti in quell'abitazione di Cannaregio in cui si aspettavano aggiornamenti dalla Farnesina che non arrivavano. Poi la possibile doccia fredda. "Valeria potrebbe non avercela fatta". Poco prima di mezzanotte una parente stretta del fidanzato, Andrea, viene a sapere dal compagno della giovane che, purtroppo, l'enorme mobilitazione per individuare la 28enne potrebbe essere stata inutile. La Farnesina lascia aperta solo una flebile speranza, ma la famiglia sarebbe stata contattata dal consolato di Parigi, che avrebbe spiegato come la giovane studentessa potrebbe aver perso la vita. La speranza della mamma di Valeria Solesin, Luciana Milani, poggiava sul fatto che fino al tardo pomeriggio di sabato il nome della giovane non si trovava nella lista dei deceduti. Una lista ufficiale, però, non c'era ancora. "Gli ospedali ci dicono siano quasi impenetrabili, quindi è difficile reperire informazioni - affermava - Speriamo. Possiamo fare solo questo". Ma più il tempo passava e più la preoccupazione non poteva che lievitare.

Dopo le conferme sulla morte della giovane, sono arrivati primi messaggi "illustri" di cordoglio. "Tra le vittime di Parigi c'è una ragazza stupenda, per anni volontaria di Emergency - scrive Cecilia Strada - Un abbraccio forte alla sua famiglia, agli amici, a tutti quelli che l'hanno conosciuta. Buon vento, Valeria. E grazie per come eri, grazie per il pezzo di strada fatto insieme". Anche Gino Strada si è unito al pensiero della figlia: "Ciao Valeria, grazie. Anche lei tra le vittime del terrorismo che ha sconvolto Parigi. Abbiamo avuto la fortuna di conoscerla e apprezzarla da volontaria di Emergency, prima a Venezia e poi a Trento. A lei un pensiero commosso e un abbraccio fraterno a tutti i suoi cari".

LE TESTIMONIANZE DEI VENEZIANI A PARIGI:  "PAURA E SIRENE OVUNQUE"

Sono state ore di grande apprensione in laguna per le sorti della 28enne, borsista di sociologia al Centre de Recherches de l'Institut de Démographie dell'Università di Paris 1 ed ex studentessa del liceo Benedetti a Venezia. Venerdì Valeria si trovava assieme al fidanzato Andrea Ravagnani all'interno del teatro Bataclan, diventato uno dei simboli dell'offensiva terroristica a Parigi. Entrambi abitano nella capitale transalpina da tempo, ed entrambi avevano deciso di assistere al concerto degli Eagles of Death Metal assieme alla sorella di lui e al rispettivo compagno. Erano in quattro, all'ingresso, quando sono iniziati gli spari. E' stato il terrore: Andrea viene ferito di striscio da un proiettile degli incursori e i tre dei componenti del gruppetto, poi liberati dalle teste di cuoio, perdono di vista la 28enne. Nella concitazione del momento l'amica avrebbe preso anche la borsa della studentessa, con all'interno il cellulare e i documenti. Da quel momento si perdono le tracce di Valeria Solesin, impossibilitata a contattare amici o parenti.

Immediatamente è scattato il tam tam sui social network, dalle prime ore della mattina di sabato: "Valeria Solesin, borsista a Parigi. 28 anni, veneziana. Era al concerto. Non abbiamo notizie. Fate girare". Questo l'appello disperato apparso su Facebook che in poche ore ha fatto il giro dei social. Decine di migliaia di condivisioni. Appelli. Preghiere. "E' la ragazza con più forza di volontà che conosca - dichiarava un'amica di famiglia - equilibrata e sempre in controllo. E' uno dei nostri cervelli in fuga. Sono sicura che appena avrà la possibilità di farsi trovare lo farà. Penso a una piccola amnesia o che magari sia sotto shock. Ma la conosco, lei non mollerà. Il suo ragazzo è stato diviso da lei dal fuggi fuggi. E' la ragazza più forte e ottimista che abbia conosciuto. Aspettiamo tutti notizie". Forse tutto inutile.

ALLARME BOMBA IN STAZIONE A VENEZIA

SALE IL LIVELLO D'ALLERTA, GHETTO SORVEGLIATO SPECIALE

CHI ERA VALERIA - Valeria Solesin era borsista di sociologia al Centre de Recherches de l'Institut de Démographie dell'Università di Paris 1, ex  studentessa del liceo Benedetti. Al Bataclan si trovava con il fidanzato, di Dro, e la sorella di lei. Un gruppetto di almeno quattro persone preso in ostaggio assieme alle altre decine di persone tenuti sotto scacco dai terroristi. Secondo una giornalista francese, Charlotte Lazimi, la giovane si sarebbe trovata nel teatro con "almeno cinque persone". Sabato mattina lì sul posto si trovava anche il padre del figlio cui la giovane fa da babysitter, cercando notizie. Chi la conosceva fin da piccola parla di una giovane donna dalla volontà di ferro. Che aveva chiari i propri obiettivi e sempre dai modi equilibrati e gentili. Una determinazione fuori dal comune, accomunata da una intelligenza e da una voglia di mettersi in gioco che non poteva che rendere orgogliosi i propri famigliari.

L'AMICA: "ERA FERITA" - Un funzionario del consolato italiano nella capitale francese, Sergio Fiocco, aveva detto sabato mattina a Radio 24 che "una ragazza italiana si trovava nella sala di concerti Bataclan con alcuni amici, quando c'è stato l'attentato sono scappati tutti, la sua amica l'ha vista ferita, ha preso la borsa con il cellulare ed è scappata. Da quel momento di lei non sia hanno più notizie.  E' senza documenti perché la borsa l'aveva l'amica e si spera che sia stata solo ferita, non che sia fra le vittime".

Nel 2011 la 28enne aveva conseguito una laurea specialistica in "Sociologie et Statistique" presso l'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales e nel 2012 una specializzazione in "Dynamique des Populations" presso l'Institut de Demographie de l'Université de Paris 1. La sua attività di ricerca riguardava l'articolazione tra famiglia e lavoro, il desiderio di figli e le intenzioni di fecondità in un'ottica comparativa tra Francia e Italia.

PARIGI IL GIORNO DOPO DEGLI ATTENTATI - Sono state ore di grande apprensione a Parigi, dove musei e diverse stazioni delle metropolitana sono rimasti chiusi. Attacchi kamikaze, fucili a pompa, vere e proprie esecuzioni nella tarda serata di venerdì, con il teatro Bataclan diventato istantaneamente il nuovo simbolo dell'orrore. Di ciò che può essere capace di concepire l'uomo. A Parigi, naturalmente, risiedono anche diversi veneziani. Per lavoro o per studio. Diventati testimoni loro malgrado di una serata che certo non dimenticheranno facilmente (DETTAGLI). "Tanta gente camminava a testa bassa sabato mattina. Musei, uffici e scuole sono chiusi - racconta Marco - Ma i negozi sono aperti. C'erano comunque meno persone in giro".

LE TESTIMONIANZE DEGLI ATTACCHI - "Eravamo in un bar non molto distante dal punto delle sparatorie - racconta Giacomo Cosua, giornalista e fotografo veneziano - Ci hanno avvertito di quello che era successo. Siamo tornati a casa, ma c'erano sirene ovunque e il cellulare non smetteva mai di squillare". Un unico comune denominatore in questa notte di violenza: tutti si sono tappati in casa: "Oggi non era il momento di lavorare - sottolinea il professionista - Solo quando abbiamo chiuso la porta ci siamo sentiti al sicuro". Identica sensazione che ha provato Valeria Rudmann, cafoscarina nella capitale transalpina da tempo: "Mi sono barricata in casa - racconta quando ancora le notizie erano molto frammentarie - ci sono sirene dappertutto e la gente urla per strada. La situazione fin da subito è sembrata grave".

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C'è chi, poi, ha vissuto momenti di angoscia sapendo che gli amici proprio si trovavano al Bataclan: "Per fortuna in questi giorni sono fuori città - afferma Marta, giovane ex studentessa del Miranese - fatalità avevo degli amici al teatro venerdì sera. Poi ho tirato un sospiro di sollievo nello scoprire che stavano tutti bene". Tutt'attorno una città che ha vissuto il proprio 11 settembre. Una serie di attentati dopo i quali l'Europa non sarà più la stessa. 

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