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"Serve un trapianto", scatta gara di solidarietà per il bimbo veneziano

Appello su Facebook: parla di un bambino di quattro anni cui serve un donatore di midollo. Admo e centro trasfusionale: valanga di richieste

In questi giorni l'appello ha fatto il giro della città, varcando anche i confini della provincia. Una dimostrazione di come i social network abbiano la possibilità di costituire un'enorme cassa di risonanza in casi di necessità. Sono migliaia le persone, stando a quanti hanno condiviso sulle proprie bacheche la richiesta d'aiuto dei genitori, dipendenti del Comune di Venezia, che chiedono un donatore di midollo osseo per il figlio della coppia. "Abbiamo ricevuto negli ultimi giorni decine di persone che hanno letto l'appello e sono venute per chiedere informazioni - dichiarano dall'Admo Venezia, l'associazione di donatori di midollo osseo - ma è da sottolineare che non è possibile donare il midollo a un paziente in particolare, bensì si viene inseriti in un database mondiale che è in continuo aggiornamento. Abbiamo parlato anche con alcuni parenti vicini al piccolo, che ci hanno assicurato che l'appello è vero". 

Fatto sta che il grande cuore dei veneziani si è messo in marcia e la solidarietà è rimbalzata di status in status: "Chiunque di età compresa tra i 18 e i 37 anni può chiamare al centro trasfusionale", si legge nell'appello. In tantissimi hanno quindi cercato informazioni su questo bimbo di quattro anni, di cui già  l'anno scorso hanno parlato le cronache: "E' un bene che questa storia abbia avuto questo effetto di sensibilizzazione - spiegano dal centro trasfusionale dell'ospedale Dell'Angelo - venerdì mattina una signora è venuta a iscriversi nel registro e un'altra invece ha preso appuntamento per lunedì". Dunque l'appello sta sortendo i suoi effetti: anche alcuni parenti si sarebbero rivolti ad Admo Venezia, spiegando la situazione di emergenza per il piccolo. Dunque dall'associazione ritengono che l'appello sia veritiero, anche se la vicenda somiglia molto a una storia raccontata dalla stampa già un anno fa. "Le notizie di bambini malati vicino a noi smuovono le coscienze e ringraziamo per le tante persone che si mobilitano - si legge a tal proposito sulla bacheca Facebook dell'associazione lagunare - Mi raccomando però, una volta fatto il prelievo si entra nel Registro dei donatori e ci si rende dispobili per chiunque, malato e in attesa di trapianto, risulti compatibile con voi. Per info admove@libero.it, 3397647147".

All'insorgere del cosiddetto “cancro del sangue” oggi si hanno l’80 per cento di possibilità di sconfiggerlo, ma quando la malattia si ripresenta in fase recidiva, le possibilità di eliminarla di nuovo scendono al 50 per cento. Per salvare il piccolo serve midollo osseo, ma trovare un donatore compatibile non è facile: per i consanguinei c’è una possibilità su quattro di essere adatti, tra gli estranei il rapporto sale a uno su centomila. Il midollo osseo non va confuso con quello spinale e la sua estrazione è oggi molto meno invasiva e dolorosa rispetto ad una volta. Il recupero di cellule staminali, che veniva fatto con un prelievo dalle ossa del bacino, con una notte in ospedale con esame in anestesia, ora viene fatto centrifugando il sangue prelevato da un braccio e reimmesso in circolo dall’altro. Il tutto dura un’ora o poco più senza alcun ricovero o dolore. I risultati vengono poi inseriti in un database mondiale, permettendo a chiunque ne abbia bisogno, in tutto il globo, di sapere chi è compatibile con chi.
 

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