Appelli contro gli assembramenti: «Siate responsabili». E il questore aumenta i controlli

I medici delle Ulss ribadiscono l'importanza di continuare a rispettare le norme per evitare la diffusione del virus. C'è stato anche un tavolo tecnico delle forze dell'ordine

«Vogliamo diffondere un messaggio chiaro: bisogna continuare a fare attenzione, indossare la mascherina e mantenere le distanze sociali. Troppe persone negli ultimi giorni hanno deciso di sentirsi libere di fare ciò che vogliono, ma bisogna avere coscienza  e rispetto, soprattutto dei propri genitori e dei nonni». È questo l'appello lanciato dal direttore generale dell'Ulss 3 Giuseppe Dal Ben, supportato in conferenza stampa dal dottor Francesco Lazzari, primario di terapia intensiva all'ospedale dell'Angelo, e del dottor Sandro Panese, primario di Malattie infettive. Un messaggio simile è stato diffuso, stamattina, anche dai colleghi dell'Ulss 4. E sul tema il questore di Venezia ha convocato un tavolo tecnico nel quale è stato elaborato un "piano immediato di controlli congiunti e mirati", in linea con le indicazioni del capo della polizia, proprio per contrastare il fenomeno degli assembramenti.

Non è tempo di abbassare la guardia

L'ammonimento di continuare ad avere prudenza, utilizzare i dispositivi di protezione individuale e mantenere il distanziamento sociale segue alcuni episodi di comportamenti poco consoni verificatisi negli ultimi giorni. Tante le persone, molti giovani, che hanno erroneamente interpretato la data del 18 maggio come un "libera tutti". Se è vero che gli ospedali stanno cominciando a tornare alla normalità, con i ricoverati che continuano a calare (55 negli ospedali dell'Ulss 3) e le terapie quasi vuote di pazienti covid (5), non è tempo di abbassare la guardia. Gli indicatori sono buoni, «ma dobbiamo fare in modo che continuino a scendere. - ha specificato Dal Ben - Bisogna capire che il virus c'è, e soprattutto che non ha perso di virulenza come qualcuno sostiene».

«Il lockdown deve toccare al virus, non il contrario»

«Non vorremmo, - ha continuato Dal Ben - che per qualche imprudenza e comportamento non corretto dovessimo tornare a chiudere tutto. Questa volta il lockdown tocca al virus, ma per fare in modo che sia così dobbiamo vivere questa fase di ripresa in modo sicuro». Il dg ha fatto appello al senso civico dei cittadini, soprattutto di quei ragazzi che «girano spavaldamente» e che forse dovrebbero pensare di più alla salute dei propri genitori e dei nonni, ossia delle persone maggiormente a rischio.

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Dello stesso avviso di Dal Ben sono anche i primari Panese e Lazzari, che hanno rimarcato come il virus sia sempre lo stesso. «A livello mondiale - spiegano - abbiamo assistito a differenze solo perché ogni stato ha messo in atto provvedimenti differenti. L'attività dell'ospedale, dopo l'emergenza, è totalmente ripartita, - hanno continuato - la vita è ripartita, ma dovremo continuare a convivere con il virus. Se la popolazione continua  ad aiutarci con atteggiamenti probi, se saremo capaci di rispettare le distanze, utilizzare la mascherina, permetteremo a tutti noi di non essere a rischio».

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