Zaia: «La mascherina è fatto di civiltà. Anche quando andiamo a trovare amici e genitori»

Nel corso del punto stampa di oggi il governatore ha annunciato il rinnovo delle ordinanze per l'apertura delle attività commerciali

«La situazione di oggi è sopportabile, quella di domani non lo so. Tutto dipende dall'utilizzo della mascherina. Gli amici non sono esenti dal virus per contratto, ci vuole la massima attenzione. Se andiamo a trovare un genitore che non è nostro convivente, la mascherina è un fatto di civiltà. Non bisogna indignarsi: non essendo conviventi possiamo portare il virus in casa d'altri». Con queste parole il presidente della Regione Luca Zaia si è rivolto al popolo veneto nel corso del punto stampa di oggi dalla sede della protezione civile di Marghera.

Le "curve" rispetto all'inizio dell'epidemia sono parzialmente confortanti. Il numero dei positivi è nettamente maggiore rispetto ai dati di marzo, a fronte però di un numero più elevato di tamponi e test rapidi effettuati. Ciò che bisogna poi considerare è la percentuale molto più bassa di ricoveri: «L'elemento di novità - ha ribadito il governatore - sono il 97% di positivi asintomatici. Abbiamo un nuovo stereotipo di covid, che è rappresentato 9,5 volte su 10 da cittadini che si infettano e non hanno sintomi». A questo si aggiunge un abbassamento della degenza media in ospedale (circa 7 giorni), probabilmente dovuta anche a un'età media dei positivi scesa dai 60/65 ai 40/45 anni.

«Non c'è emergenza, ma la pressione negli ospedali è innegabile»

La situazione, ad ogni modo, deve essere guardata con obiettività. Zaia ha sottolineato che ad oggi non c'è alcuna emergenza sanitaria sul fronte ospedaliero, ma allo stesso tempo è innegabile che comincia ad essere evidente la pressione sugli ospedali. «Abbiamo 400 persone ricoverate oggi, - dice Zaia - e la pressione comincia a sentirsi nei reparti di malattie infettive, nelle pneumologie e sub-intensive. Il numero non si può negare». Bisogna essere molto prudenti: «Se oggi cristallizzassimo questa situazione, - ha aggiunto il governatore - curiamo i pazienti, non siamo in emergenza sanitaria ospedaliera, però c'è un soggetto Covid. Il virus si diffonde velocemente, anche il 3% di chi si ammala e finisce in ospedale, parlando in termine di grandi numeri, porta l'ospedale al collasso». Il vero problema di questa infezione è rappresentato dal fatto che la sanità viene messa sotto sopra: se si chiudono gli ospedali per riservarli solo a pazienti Covid, diventerà molto complesso erogare gli altri servizi e cure. «Ho l'obbligo di dire - ha chiosato Zaia - che è fondamentale l'aiuto dei cittadini».

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Nuova ordinanza per confermare le linee guida

Nel corso della conferenza Zaia ha annunciato che rinnoverà le vecchie ordinanze, in scadenza nelle prossime ore. «Senza il rinnovo - ha detto il governatore - le norme per la riapertura vengono disapplicate e le attività sarebbero costrette a chiudere serranda». Si tratta, detto semplicisticamente, del rinnovo di tutte quelle norme che hanno permesso la riapertura delle attività commerciali post lockdown e che garantiscono tuttora di condurre una vita sociale pressoché normale. Il presidente della Regione emetterà quindi un'ordinanza di continuità, che confermerà le linee guida attualmente in vigore.

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