Approvato il bilancio del porto. Musolino: «Condivido le preoccupazioni di chi ha scioperato»

Il commento dell'ex presidente del porto: «Il commissariamento causato da scelte incomprensibili. Ho agito per porre rimedio a criticità che si trascinano da anni»

Pino Musolino

Approvato oggi, giovedì 8 ottobre, il bilancio del porto. Il rendiconto che era stato bocciato a giugno in comitato di gestione dai componenti di Città metropolitana e Regione, Fabrizio Giri e Maria Rosaria Campitelli, ha avuto il via libera del commissario straordinario dell’Autorità di sistema portuale Pino Musolino.

L'approvazione

Lo sblocco è avvenuto a seguito dell’emanazione da parte del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del decreto 434 del 2 ottobre 2020 con l'attribuzione al commissario stesso, fino al ripristino degli ordinari organi di vertice, dei poteri. Una decisione che fa seguito alla valutazione positiva espressa dallo stesso ministero, che ha ribadito la piena regolarità tecnica e contabile del documento. Con l’approvazione del bilancio sarà possibile attingere alle risorse che servono al porto e anche procedere con l’escavo del canale Malamocco-Marghera a meno 12 metri, la quota del piano regolatore, nel tratto compreso fra il bacino di evoluzione 3 e San Leonardo. Un intervento che, unito al recente accordo raggiunto con provveditorato per il conferimento di oltre 500.000 metri cubi di fanghi alle Tresse, consentirà di risolvere i problemi di accessibilità nautica ai porti di Venezia e Chioggia. Infine, in attuazione del decreto Rilancio convertito in legge, il commissario Musolino ha informato le imprese portuali non concessionarie autorizzate all’esercizio di operazioni portuali, Ve.Port srl , Gm Service e Geodem Ambiente, della possibilità di avvalersi di una proroga di un anno per l’esercizio delle attività, posticipando a fine 2021 il versamento del canone.

Lo sciopero

L'ex presidente dell'Autorità portuale è anche intervenuto sullo sciopero di sindacati e imprese del porto mercoledì, dicendo di «condividere le preoccupazioni espresse da tutta la Comunità portuale e quindi anche dalle rappresentanze sindacali». Il porto, ha commentato il commissario Musolino, «ha agito per porre rimedio sia a criticità strutturali del sistema che si trascinano da anni, sia alla contrazione dei traffici marittimi e portuali riconducibile all’emergenza sanitaria in atto».

Gli escavi

Per quanto riguarda il conferimento dei materiali di escavo sono stati individuati, in accordo con il provveditorato alle opere pubbliche, dei siti di stoccaggio adeguati, in attesa del nuovo protocollo fanghi, «mettendo a bilancio oltre 25 milioni di euro per provvedere a tale attività (cui si sono aggiunti il 7 agosto 2020 altri 26 milioni di euro finanziati dal ministero), che l’Autorità utilizzerà per il dragaggio e per rendere utilizzabile il “Molo Sali” quale sito di conferimento.

Le navi e il commissariamento

Per quanto concerne l’individuazione di soluzioni transitorie e definitive sugli approdi delle navi da crociera, scrive Musolino, «nel novembre 2017 (in accordo con il Comune di Venezia e la Regione del Veneto) l’Ente ha formulato e sottoposto al Comitatone idee progettuali che il ministero nel corso del 2018 ha chiesto di integrare con ipotesi di approdi diffusi: attività eseguita dal porto», e che avrà un esito probabilmente nel prossimo comitatone. Rispetto alla compatibilità dell’attività portuale con il Mose, il commissario ribadisce di aver già fornito ipotesi di soluzione, oggi al vaglio delle autorità competenti,

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«al fine di ridurre i tempi di previsione delle maree, i costi per le compagnie e salvaguardare la continuità del lavoro delle stesse. Abbiamo - continua Musolino - cercato di fornire sostegni economici concreti ai lavoratori ricorrendo all’articolo 15 bis della legge portuale e predisponendo, dal 30 marzo 2020, la possibilità di sospendere il pagamento dei canoni demaniali fino al 30 settembre. È chiaro che il commissariamento dell’Ente, provocato da scelte incomprensibili, rende l’azione dell'istituzione portuale molto più difficile. A partire ad esempio dal rinnovo delle concessioni, tema sul quale l’Ente, nel pieno dei propri poteri, stava lavorando per tempo e aveva condiviso il 4 giugno scorso anche con Alessandro Santi, presidente Federagenti Veneto, Andrea Scarpa, presidente Assosped Venezia e vicepresidente nazionale Fedespedi, Alessandro Becce, rappresentante dei terminal portuali in organismo di parternariato e Umberto Masucci, presidente dell'International Propeller Club. Sarebbe stato meglio, per il bene dei porti di Venezia e Chioggia, non doversi accollare in piena emergenza anche una crisi istituzionale. Mi auguro che la comunità portuale e le sigle sindacali sapranno chiedere risposte concrete e spiegazioni tanto a livello nazionale, quanto a livello regionale e locale».

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