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Manifestanti contro il progetto

Manifestanti contro il progetto

Alles, sì ai rifiuti tossici a Marghera "Così diventa la pattumiera d'Italia"

La Regione approva il piano da 180mila tonnellate annue di scarti pericolosi da trattare nell'impianto. Il Comune annuncia ricorso al Tar

Sì al potenziamento della ditta di smaltimento rifiuti Alles spa. Il nulla osta è arrivato il 10 aprile dalla Giunta regionale, che ha approvato il progetto che prevede il trattamento di rifiuti speciali (anche pericolosi) a Porto Marghera. Palazzo Balbi ha fornito quindi l'autorizzazione integrata ambientale, recependo il parere positivo della commissione Via. La richiesta presentata dalla Alles, azienda che fa parte della galassia Mantovani, era finita nel mirino del Consiglio comunale di Venezia, che aveva approvato una mozione del consigliere delegato Beppe Caccia affinché la Regione non recepisse l'ok della commissione Via. Niente di tutto ciò, quindi, sarebbe accaduto. Anche la Provincia di Venezia aveva preso posizione in maniera critica.

La delibera di Giunta regionale prevede la possibilità di trattare 180mila tonnellate annue di rifiuti, il raddoppio della capacità di stoccaggio (da 6mila a 12mila tonnellate), l’aumento dei codici accettati, che passano dagli attuali 20 a 70, molti dei quali relativi a rifiuti pericolosi (fanghi, rifiuti fangosi, ceneri pesanti, scarti di mescole, terre e rocce contenenti sostanze pericolose, fanghi prodotti da trattamenti fisico-chimici con sostante pericolose e molti altri). "L’autorizzazione prevede la possibilità di conferire all’impianto rifiuti provenienti anche dall’esterno del bacino lagunare - commenta l'assessore all'Ambiente Gianfranco Bettin - con il rischio di fare di Marghera la pattumiera d’Italia e oltre (in totale controtendenza rispetto alla scelta, condivisa dalla Regione stessa, di farne invece un’area di sviluppo dell’industria compatibile, pulita e innovativa)".

Se il Piano regolatore vieterebbe l'operazione, l'ostacolo è stato superato con la decisione della commissione Via regionale, avvallata da palazzo Balbi. In questo moto è stata prodotta una variante urbanistica che consente di non tenere conto del divieto. "Una scelta gravemente lesiva della democrazia - sottolinea Bettin - poiché, con i numeri prepotenti di una commissione Via di nomina regionale, ratificata dalla Giunta regionale, si impone dall’alto una variante urbanistica al di fuori di ogni possibilità di partecipazione democratica e malgrado il parere contrario espresso da Provincia e Comune, il quale contrasterà in tutte le sedi la decisione". Automatico, quindi, il ricorso al Tar.

Critico anche il capogruppo Udc a Ca' Farsetti Simone Venturini, che ha inviato una interrogazione urgente al sindaco Giorgio Orsoni: "Questa decisione della Giunta regionale calpesta con disprezzo le migliaia e migliaia di cittadini che abitano e lavorano a Marghera e in tutta la terraferma veneziana - afferma - Si è deciso di dare più importanza al portafoglio di pochi che all'interesse e ai diritti di un'intera città. Il futuro di Marghera non può e non deve essere legato al ruolo di pattumiera di rifiuti pericolosi provenienti dal Veneto e dall'Italia. Chiedo al primo cittadino quali azioni intenda intraprendere per impedire l'umiliazione della nostra città. Noi - conclude - siamo pronti ad alzare le barricate".

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