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Mazzetta da 3mila euro per sottostimare il valore di un terreno: architetto in manette

Il blitz della guardia di finanza giovedì al Vega di Marghera, dove il professionista veneziano, di 56 anni, ha il suo studio. A denunciarlo chi gli ha consegnato il denaro in una busta

Le banconote erano state fotocopiate dalla guardia di finanza e le "originali" sono state trovate nella borsa dell'architetto, arrestato per induzione indebita a dare o promettere utilità. Le manette sono scattate a carico di un architetto di 56 anni residente a Dorsoduro, ma con studio al Vega di Marghera: è nel parco scientifico che giovedì le fiamme gialle hanno bussato alla porta dell'ufficio del professionista e hanno fatto scattare la perquisizione. Come riportano i quotidiani locali, con lui si trovava il denunciante, che ha teso la trappola assieme alle forze dell'ordine: si tratta di un 59enne di Santa Maria di Sala ora indagato a piede libero. 

Induzione indebita a dare o promettere utilità

Il reato di induzione indebita, articolo 319 quater del codice penale, mette nel mirino, a differenza della concussione, sia il soggetto attivo, sia quello passivo del reato. Trattandosi di atti contro la pubblica amministrazione le conseguenze sono piuttosto pesanti: il primo, considerato pubblico ufficiale, rischia da 6 a 10 anni di reclusione, il secondo fino a 3 anni. 

Seconda tranche di soldi

Di fatto i 3mila euro che il denunciante aveva portato con sé costituivano una tangente che, sempre secondo l'accusa, sarebbe servita per sottostimare il valore di un terreno messo all'asta. In questo caso quindi l'architetto svolgeva l'incarico di esperto estimatore per conto del Tribunale, estraneo alla vicenda. Si sarebbe trattata della seconda consegna di soldi: secondo il 59enne salese, infatti, ci sarebbe stato uno scambio di denaro anche in precedenza, sempre di 3mila euro, dopodiché la decisione del proprietario del terreno di denunciare tutto alla Finanza. 

Testa di legno

L'obiettivo finale del piano sarebbe stato quello di abbassare il prezzo del terreno per poi farlo acquistare a una "testa di legno" indicata dall'architetto per poi permettere al proprietario di rientrarne in possesso. Tutto è saltato dopo la denuncia del 59enne. Il giudice ha disposto per l'architetto la custodia cautelare in carcere. 

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