La guerra dei nizioleti continua, il Comune ascolta esperti e cittadini

La toponomastica veneziana tiene ancora banco, tra critiche dei residenti e spiegazioni dell'amministrazione. Oltre quattromila i nomi "recuperati"

“Era necessario porre dei punti fermi sulla toponomastica del centro storico di Venezia: questa infatti ha un grande valore culturale ed identitario, che rischiava di venir perso, dato che nel tempo, anche a causa di un'inadeguata cultura della conservazione, le originarie iscrizioni dei nizioleti sono state, a volte, tradotte in italiano, oppure riportate in modo errato o, ancora, distorte”. Così l'assessore comunale alla Toponomastica, Tiziana Agostini, ha aperto la conferenza stampa tenutasi lunedì a Ca' Farsetti proprio per fare il punto sul progetto “Ripristino de i nizioleti veneziani” e per presentare l'ulteriore progetto di revisione e recupero della toponomastica dell'isola di Pellestrina, realizzato dall'assessorato in collaborazione con la municipalità. Ad intervenire, oltre all'assessore, proprio il presidente della municipalità di Lido Pellestrina, Giorgio Vianello, nonché Alberto Alberti e Cecilia Tonon del gruppo Facebook “Il passato e il presente dei nizioleti”.

NUOVO ARCHIVIO - Con il progetto “Ripristino de i nizioleti veneziani”, approvato dalla precedente Giunta nel 2009, l'amministrazione comunale ha potuto procedere ad una ricognizione puntuale e alla verifica sistematica dei toponimi, per arrivare a definire uno “stradario” ufficiale che, finora, non era mai stato compilato. Questo è stato approvato con delibera di Giunta nel marzo 2012 e contiene circa quattromila toponimi. In particolare, il lavoro degli uffici comunali ha portato da un lato alla creazione di un database che contiene le diciture secondo le diverse fonti storiche utilizzate, il toponimo proposto e la georeferenziazione di tutti i nizioleti (con oltre 11mila foto), e dall'altro al monitoraggio del loro stato manutentivo. Ad oggi l'assessorato ai Lavori pubblici ha completato il ripristino e la dipintura dei nizioleti del sestiere di San Marco e di San Polo (tranne l'isola dei Frari).

LA VIA DI MEZZO - “Alle critiche che sono emerse ultimamente rispetto al lavoro svolto – ha affermato Agostini – vorrei rispondere che per noi è di primaria importanza la differenza tra onomastica e grafia. L'elenco che abbiamo prodotto è dunque il punto di partenza per ogni ragionamento successivo che potrà esserci”. E, in proposito, l'assessore ha annunciato che l'11 dicembre si terrà all'Ateneo Veneto un importante convegno sulla toponomastica veneziana, cui saranno invitati a parlare, oltre ad esperti del settore, anche un rappresentante del gruppo Facebook “Il passato e il presente dei nizioleti”, per cercare una mediazione tra correttezza filologica e “sentir comune”. Alla conferenza stampa era presente anche il fondatore del gruppo Facebook, Alberto Alberti, che pur plaudendo al lavoro svolto dall'amministrazione ha avanzato alcune richieste: quella di sospensione del rifacimento del nizioleti è implicitamente già stata messa in atto dal Comune, che ha interrotto le operazioni in attesa di fondi, mentre quella di uniformare le forme "Terà" e "Salizada" (senza il raddoppiamento delle consonanti) è stata accolta dall'assessore

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NELL'ISOLA - Per quanto riguarda infine Pellestrina, lo studio avviato nel 2011 per ripristinare la toponomastica dell'isola ha portato anche in questo caso ad un database che ha rilevato quanti nizioleti esistono e quanti mancano (l'8%), il loro stato di manutenzione e quanti vanno verificati, corretti, o definiti in modo più preciso (il 9% dei toponimi è incerto).

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