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L'area di Ca' Roman sull'isola di Pellestrina

L'area di Ca' Roman sull'isola di Pellestrina

La Suprema Corte boccia la Regione, Ca' Roman scampa alle ruspe

La sentenza della Corte Costiuzionale dopo il parere favorevole agli ambientalisti sull'area naturalistica. L'eurodeputato Zanoni: "Il Tar non potrà ignorarle"

Dopo la decisione favorevole agli ambientalisti del Consiglio di Stato, che ha accolto l’appello presentato da Italia Nostra, sospendendo i lavori per la realizzazione di 11 delle 42 ville in programma nell’area naturalistica di Ca' Roman, arriva anche la sentenza della Corte Costituzionale che boccia la Regione Veneto. A darne notizia è l’eurodeputato Idv Andrea Zanoni. "Con la sentenza del 25 marzo - spiega Zanoni - la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo l’articolo 40 della legge della Regione Veneto del 6 aprile 2012, nella parte in cui escludeva la necessità della valutazione ambientale strategica (Vas) per una serie di Piani urbanistici attuativi, in cui è incluso anche il progetto di Ca’ Roman. Le due pronunce vanno nella direzione della tutela del territorio e riconoscono l’effetto impattante del progetto di Ca’ Roman in una zona delicata dal punto di vista ambientale. Ora è necessario che lo scellerato progetto venga bloccato definitivamente dal Tar, che non potrà non tenere conto dei pronunciamenti".

La quarta sezione del Consiglio di Stato, con l’ordinanza del 26 marzo, aveva riconosciuto che la modifica allo stato dei luoghi, nel caso di avanzamento dei lavori, avrebbe comportato un “danno grave e irreparabile” al sito Ca’ Roman, all’estremo sud dell’isola di Pellestrina nella laguna di Venezia. "E' un sito di eccezionale interesse paesaggistico,  storico e naturalistico - sostiene Zanoni -. Si tratta di un’oasi che ospita habitat preziosi e residuali e oltre 170 specie di uccelli, alcune delle quali rare e minacciate".

A gennaio scorso, Zanoni aveva chiesto con un’interrogazione parlamentare l’intervento della Ue per evitare irreparabili danni all’area adiacente ad un sito di interesse comunitario e ad una zona a protezione speciale. L’eurodeputato aveva puntato il dito sul Piano urbanistico con nuovi interventi edilizi, approvato dal Comune di Venezia il 31 maggio 2012 “senza alcuna procedura di valutazione ambientale strategica ma solo con una valutazione di incidenza ambientale”.

Lo stesso Ministero dell’Ambiente italiano, a cui il coordinamento delle associazioni ambientaliste del Lido si era rivolto, aveva sottolineato l’obbligatorietà della Vas, evidenziando una possibile procedura d’infrazione comunitaria ed invitato il Comune di Venezia a fornire chiarimenti a riguardo. Lo stesso Ministero aveva aggiunto che la norma di Legge regionale invocata dall’Amministrazione comunale a sostegno della non necessità di sottoporre il piano a VAS era stata nel frattempo impugnata dal Governo in quanto ritenuta contrastante con la disciplina nazionale. L’11 febbraio 2013, era arrivata dall’Europa la risposta all’interrogazione per voce del Commissario Ue all’Ambiente Janez Poto?nik, che annunciava l’apertura di un’indagine da parte dell’Europa per l’acquisizione di maggiori informazioni riguardo all’applicazione della direttiva sulla Vas al piano di sviluppo di Ca’ Roman.

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