Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca Scorzè / Via Nuova Moglianese

Tre nuove aree umide contro l'inquinamento delle acque e il rischio alluvioni

Le ha realizzate il consorzio Acque risorgive nei territori di Scorzè, Mogliano e Venezia, per una spesa di 6 milioni di euro. Negli anni, con la crescita della vegetazione, diverranno luoghi di pregio naturalistico

Dopo due anni di lavori il consorzio Acque risorgive ha presentato oggi, venerdì 24 settembre, la conclusione di un importante progetto di riqualificazione ambientale che ha interessato i territori di Scorzè, Mogliano Veneto e Venezia. Si tratta, in sostanza, della realizzazione di tre aree umide con una doppia valenza: riduzione degli inquinanti presenti nell’acqua (azoto e fosforo, che poi si riversano in laguna) e riduzione del rischio di allagamenti grazie alle ampie vasche di contenimento e di un nuovo canale, opere che permettono lo "sfogo" dei corsi d'acqua in caso di piogge intense.

I lavori

Il progetto, costato circa 6 milioni di euro finanziati dalla Regione con fondi europei, interessa i collettori Marignana, Deviatore Piovega di Peseggia, Bacino Pisani, Peseggiana, Marocchesa e Tarù. Durante la presentazione dei lavori, alla presenza di sindaci e amministratori dei Comuni interessati (Nais Marcon per Scorzè, Francesca Zaccariotto per Venezia, Davide Bortolato per Mogliano Veneto, Luca Durighetto per Zero Branco e Andrea Saccarola per Martellago), il presidente e il direttore di Acque risorgive, Francesco Cazzaro e Carlo Bendoricchio, hanno spiegato nel dettaglio gli interventi realizzati.

A partire, appunto, dalla creazione di tre nuove aree umide di grande valenza ambientale nonché di elevato beneficio per la riduzione del rischio nelle fasi di piena: le tre vasche (una di 1,6 ettari, la seconda di 5,3 ettari e la terza di 2,3 ettari) hanno un volume complessivo di invaso pari a 150 mila metri cubi d’acqua. I lavori hanno anche permesso di realizzare un nuovo by-pass per il collettore Peseggiana attraverso la costruzione di un nuovo canale, in parte tombato e in parte a cielo aperto; nonché la sistemazione dello stesso collettore, con ampliamenti della sezione idraulica sul lato campagna lungo via Marignaga e la sistemazione idraulica del collettore Tarù nel tratto a monte di via Chiesa a Gardigiano e via Ghetto, al confine con i comuni di Venezia e Mogliano Veneto. È stato infine realizzato circa 1 km e mezzo di fasce tampone con la messa a dimora di 11.450 piante. Si calcola che questi interventi permetteranno di sottrarre circa 1,13 tonnellate di azoto attraverso la fitodepurazione.

Nuove aree naturali

Non solo: mano a mano che la vegetazione crescerà queste aree costituiranno nuovi "polmoni verdi" per il territorio, ospitando flora e fauna che ne aumenteranno la biodiversità ed il pregio naturalistico. Il tutto a disposizione della comunità. «Oggi - ha detto il presidente Cazzaro - consegniamo un altro intervento importante nell’ottica di mettere più al riparo il nostro territorio dal rischio idraulico, un obiettivo che a causa dei mutamenti climatici è diventato prioritario». Concetto ribadito dalla sindaca di Scorzè, Nais Marcon: «Il progetto fa parte di una strategia di salvaguardia dell'ambiente. Il clima cambia, le precipitazioni si fanno più intense e il territorio ha bisogno di aiuto: qui c'è un'area a tale scopo, un enorme bacino che raccoglie l'acqua piovana ed evita che arrivi ai centri abitati».

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Tre nuove aree umide contro l'inquinamento delle acque e il rischio alluvioni

VeneziaToday è in caricamento